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La canzone magica di Shannara di Terry Brooks

Scritto da AmanteDiLibri - 24 febbraio
Buongiorno lettori!
Pronti per una nuova recensione? Anche questa aspettava solo un momento per essere pubblica e finalmente ci sono riuscita!

Titolo originale: The Elfstones of Shannara
Serie: Shannara n°3
Genere: Fantasy
Target: Young Adult
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 1986
N°pagine: 478
Trama: I popoli delle Quattro Terre sono ancora una volta in pericolo. Su di loro incombono le oscure e terribili maledizioni tramandate dall'Ildatch, il libro della magia nera. C'è solo una speranza: la "magia fatta di parole" custodita da Brin Ohmsford, la figlia di Wil. Il Druido Allanon, protettore delle Razze, ha bisogno del suo aiuto per ingaggiare questo nuovo combattimento contro il Male. E contro un'antica profezia di sventura che promette per Brin un destino ben peggiore della morte…
Per chi non conoscesse la serie di Terry Brooks - come me del resto qualche tempo fa - deve sapere che malgrado l'impianto diciamo classico di un fantasy ricco di volumi su volumi non si tratta di una singola storia come ad esempio la Ruota del Tempo ma di moltissime, tutte collegate tra loro perché si susseguono le vicende delle generazioni Shannara, dagli ultimi come Wil al capostipite Jerle.
Ma l'avventura de La canzone magica è solo la terza scritta dall'autore e dopo Shea e Wil tocca ai suoi figli, Brin e Jair a salvare le Quattro Terre.
Come prima cosa devo dire che le apparizioni di Allanon portano davvero tanta sfiga. Fossi in voi spererei di non avere sangue Shannara nelle vene quando è nelle vicinanze.
Detto ciò, questo romanzo mi è piaciuto un filo meno di quello precedente. Sono passate tre generazioni da quando Shea Ohmsford ha sconfitto il Signore degli Inganni nella Seconda Guerra delle razze e il male è sparito dalle Quattro terre. O almeno tutti ne sono convinti. Perché dopo la morte e la rinascita dell'Eterea, la minaccia sventata dei demoni, tutto sembra rincominciare con un oscuro potere sorto nelle lande più desolate dei regni. (Vi suona famigliare la cosa?)
Fatto sta che il nostro Druido ancora una volta si trova impossibilitato a risolvere il problema da se perché solamente la canzone magica, la magia della giovane Ohmsford, può permettere di penetrare all'interno del regno dove la fonte di questo potere malvagio si trova.
Si direbbe che sia quindi Brin la protagonista di questa avventura, insieme al principe di Leah Rone, invece ho avuto che molto più spazio fosse riservato a suo fratello Jair. Entrambi i figli di Wil possiedono la magia ma se quella della figlia maggiore trasforma la realtà, quella del ragazzo crea solamente illusioni.
Per tale motivo Jair era stato lasciato a Valle d'ombra senza nessun ruolo in questo nuovo salvataggio: ma fin da subito le cose precipitano e anche lui si ritroverà immischiano negli avvenimenti che stanno per portare alla distruzione delle Quattro Terre.
Forse la meno originalità di questo romanzo negli elementi "base" (i protagonisti giovani, la presenza di una compagnia e della figura autoritaria che a un certo punto non può più proseguire con loro) mi ha fatto storcere il naso e ritenere più azzeccato un ordine che vedesse prima svolgersi le vicende de Le pietre magiche e poi quelle della Spada e della Canzone. Sono rimasta anche delusa dalla riproposizione dello stesso antagonista o quasi, tanto da dubitare per un attimo che all'autore mancasse la capacità di proporre cose diverse dal solito... Ma fortunatamente con le Pietre magiche Brooks mi ha convinto e continuerò a se seguire un po'' alla volta le vicende della famiglia Shannara anche in altre epoche, sperando di non restare delusa.
Tre stelline per l'ultimo romanzo della prima trilogia di Shannara.

Le pietre magiche di Shannara di Terry Brooks

Scritto da AmanteDiLibri - 14 febbraio
Buon pomeriggio lettori,
sono appena rientrata a casa da un weekend sulle piste dopo cinque anni e forse e temo mi servirà un argano per passare dal divano in cui sto e il tavolo per il te delle cinque (ok sono già le cinque e dieci e chissà a che ora pubblico ma facciamo finta di nulla).
Siccome al momento vince ancora l'acido lattico perché non approfittare per scrivere almeno la prima di queste tre recensioni che aspettano di vedere la luce da due settimane?
Inizio questa impresa scrittevole con il secondo volume della serie fantasy del momento: Shannara!

Titolo originale: The Elfstones of Shannara
Serie: Shannara n°2
Genere: Fantasy
Target: Young Adult
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 1984
N°pagine: 498
Trama: Ad Arborlon, la mitica capitale del regno degli Elfi, la popolazione sta per essere investita da uno spaventoso cataclisma. L'Eterea, la pianta magica che protegge tutto l'antico popolo dalle forze del male, sta soccombendo sotto un magico attacco. Da ogni parte stanno per irrompere mostri delle tenebre e demoni spaventosi. Solo il giovane Lauren, alla testa di un pugno di eroi, troverà il coraggio di opporsi alle forze del male.
Se si ama il fantasy è inevitabile conoscere il nome di Terry Brooks. Nelle librerie non manca mai un volume della saga decisamente epica di Shannara ma, malgrado questo non avevo mai preso in mano un suo romanzo. Lo so, è imperdonabile. Tuttavia ho colto l'occasione di rimediare alla mia mancanza in vista della serie TV tratta dal secondo romanzo della prima trilogia di Shannara.
È sempre difficile accettare la trasposizione cinematografica o visiva di una storia se per questa si prova "affetto" e attaccamento. Gli esempi possono essere infiniti ma i cambiamenti che i romanzi subiscono faranno sempre storcere il naso e far criticare le scelte. Le stesse cose accadono se si affronta prima la visione, piuttosto che la lettura, di un nuovo romanzo. Per vari motivi questo è stato il mio caso: prima la serie Tv e poi il libro di Terry Brooks.
Non entrerò nel dettaglio delle differenze, positive o negative che siano, ma questa precisazione serve solo a far capire come, la conoscenza di una certa visione di una storia poi finisca per penalizzare, anche in modo minimamente, la seconda in cui ci imbattiamo.
Come ogni fantasy di impianto classico che si rispetti, Le pietre magiche di Shannara è caratterizzato da una grossa fetta di descrizioni, più o meno necessarie dettate dalla necessità di spiegare alcuni aspetti o luoghi in cui i personaggi s'imbattono. Giustificati o meno che siano capita che questi lunghi paragrafi rallentino troppo l'evolversi della storia rendendola si più completa ma anche "pesante" per un lettore che, ahimè ha già visto la trasposizione televisiva decisamente più ricca di velocità e azioni.
Tuttavia a me questa enorme massa di descrizioni non ha infastidito, anzi, ma l'ho trovata carente rispetto alcune spiegazioni nel tratto finale del romanzo. Forse qualche appassionato non sarà d'accordo ma tale è stata la mia impressione: ad esempio, quale cambiamento avviene in Wil per l'uso delle pietre magiche? Ogni volta sembra una cosa terribilmente negativa ma, a leggere La canzona magica di Shannara non si direbbe... e in ogni caso per essere una serie basata su volumi quasi autoconclusivi, una spiegazione più esaustiva ci andava.
Anche l'approccio con i personaggi è passato in mezzo alla lente della serie Tv (capisco quindi quali siano le reazioni di chi invece ha letto prima il libro e si trova davanti simili protagonisti) e ne sono usciti un po' meno "definiti" di quest'ultimi. Wil, Amberle e Eretria sono estremamente giovani - seppur non a livello di dodicenni salvatori di mondi - con storie diverse, mondi di provenienza diverse, credenze diverse, eppure accomunati dall'impresa che in un modo o nell'altro affrontano insieme per salvare il pianeta.
Dopo migliaia di anni, la Terra distrutta dagli Uomini e dalla loro scienza e dalle lotte tra le razze che sono rinate negli ultimi secoli deve affrontare forse la peggior minaccia dall'epoca in cui gli Elfi camminavano sulla terra prima dell'avvento dell'Uomo. I demoni, le creature malvagie che millenni prima erano stare bandite dalla Terra stanno per attraversare il Divieto, la barriera che li tiene relegati in un mondo di oscurità, con la volontà di distruggere il popolo degli Elfi e ogni altra razza delle Quattro Terre, i reami di questo mondo.
La venuta meno di questa barriera è dovuta alla malattia e la morte dell'Eterea (o Elcyrs) un albero dalle doti magiche che sanciva la divisione tra il mondo e la prigione dei demoni.
Wil e la principessa elfa Amberle sono incaricati di far rinascere l'Eterea, portando un suo seme nel Fuoco di Sangue, un luogo di cui si è dimenticata l'ubicazione scappando dalle creature che li inseguono. Al loro fianco hanno Allanon, l'ultimo della stirpe dei Druidi, la razza di saggi che per secoli aveva consigliato e istruito le Quattro Terre e scomparsi a causa di uno di loro, votatosi alla magia oscura. Con la magia scomparsa dalle razze, il Druido è l'unico in grado di combattere ad armi pari contro i demoni, ma anche Wil, ultimo mezz'elfo della dinastia dei re elfici Shannara, grazie alle Pietre Magiche può proteggere Amberle e poi anche Eretria.
L'idea di questo romanzo mi ha subito affascinato, tanto più conoscendo le vicende relative all'accusa di plagio de La spada di Shannara, tanto da tenermi incollata alle pagine fino a tarda notte ma dicevo più su, qualche spiegazione mancate e quel qualcosa che non mi ha convinto appieno della caratterizzazione dei personaggi, non mi ha permesso di farmi conquistare al 100% ma posso ritenermi soddisfatta di questa storia.
Consiglio di iniziare questa serie e in particolare questo romanzo? Sicuramente si a tutti gli appassionati del genere e che cercano qualcosa di diverso (per quanto riguarda le Pietre magiche, diversa è la cosa per la Spada e anche un po'' per la Canzone Magica). Consiglio anche di leggere prima il romanzo per gustarlo appieno e poi lasciarsi coinvolgere dalla serie senza pregiudizi sul cambio di ordine degli avvenimenti o gli inserimenti (per me alcune scelte come quelle della corsa del Guanto di Ferro sono molto belle, e altre decisamente meno)
Dunque un romanzo con qualche difetto ma che non può mancare tra le letture degli amanti del genere.