Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto di Kirsty Moseley

Probabilmente il libro di cui vi parlo oggi è quello dal titolo più lungo in cui mi sia mai imbattuta!
E per quanto possa sembrare un romanzo al quanto discutibile posso assicurarvi che si tratta di una delle più dolci e romantiche letture degli ultimi anni!
Quindi vi dico già che non potete farvelo scappare!

Titolo originale: The Boy Who Sneaks in My Bedroom Window
Genere: Romantico, Contemporaneo
Target: Young Adult
Editore: Newton&Compton
Data di pubblicazione: 27 novembre 2014
N°pagine: 352
Trama: Amber Walker e suo fratello maggiore, Jake, hanno un padre violento. Una notte Liam, il migliore amico di Jake, la vede piangere, si arrampica attraverso la finestra della sua camera da letto ed entra per consolarla. Dopo quella prima sera il rapporto tra Amber e Liam cambia: pian piano l’innocenza e l’amicizia lasciano il posto all’attesa, ai malintesi e alle scintille. Liam passa da una ragazza all’altra, mentre Amber – ancora emotivamente segnata dagli abusi subiti per mano di suo padre – preferisce concentrarsi sulla scuola, la danza e le amiche. Ma tra loro due la passione cresce in fretta e anche se il loro rapporto è da sempre basato sull’amicizia, quando Amber inizia a guardare il suo migliore amico sotto un’altra prospettiva saranno fuochi d’artificio! E come reagirà Jake, da sempre iperprotettivo nei suoi confronti, quando scoprirà che la relazione tra i due sta diventando qualcos’altro?
Innanzi tutto bisogno dire che questo è uno dei pochi romanzi autonclusivi in circolazione - motivo in più per prenderlo! - e malgrado il titolo un po' così che faccia quasi presagire un romanzo erotico più che un romantico, non deluderà le amanti del genere.
Le basi su cui si costruisce la storia è tra le più classiche che si possano trovare, la sorellina più piccola innamorata del migliore amico del fratello da cui dovrebbe stare lontana: perché Liam James è un playboy, sempre circondato da ragazze e pronto a spezzare i loro cuori.
Ma Amber sta perfettamente che esiste un Liam del giorno e uno della notte. Quest'ultimo è il ragazzo che la sera si arrampica fino alla sua finestra e dorme abbracciandola, impendendole così di essere assalita dagli incubi.
Tre anni prima il padre di Ambs e Jake, dopo averla picchiata come spesso faceva sia con il fratello che con la madre aveva provato a violentare la piccola Amber. Fortunatamente Jake insieme a Liam erano riusciti a fermarlo in tempo e a cacciare di casa il padre… ma gli incubi per la ragazza non erano finiti finche Liam non l'aveva abbracciata la prima volta mentre dormiva.
Ma non è semplice accorgersi che l'amicizia che si prova per quel ragazzo di giorno dispettoso, rubacuori e sfrontato, e di notte dolce e presente è in realtà qualcosa di più.
Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto è uno di quei romanzi dolci di cui ogni tanto abbiamo bisogno e che ci fanno sognare a occhi aperti dalla prima all'ultima pagina. In particolare a Liam James, un ragazzo perfetto, e che, tanto per cambiare, alza di troppo i nostri standard e ci fa sperare in un amore come quello tra lui e Amber.
Tra i due ragazzi fila tutto liscio, senza nessun litigio che li allontana a cui ci hanno abituati nei romanzi Young Adult e New Adult di genere romantico, solo problemi esterni che restando uniti riescono a superare senza intaccare il loro rapporto.
L'unica cosa che avrei davvero gradito e reso perfetta la lettura sarebbe stato lo svolgersi della storia in un arco temporale un po' più lungo di una settimana e mezza, almeno per quanto riguarda il rapporto tra i due protagonisti.
Per il resto questo romanzo si conquista un posto speciale nel mio cuore e mi sento di consigliarlo a chi cerca una lettura romantica, coinvolgente, dal sapore un po' zuccheroso e in cui c'è un pizzico d'ironia e risate!

Fated di Jessica Spotswood

Arriva alla sua conclusione la trilogia delle sorelle Cahill, uscita dalla penna di Jessica Spotwood e pubblicata qui in Italia da Sperling&Kupfur.
Quanti di voi hanno letto questi libri?

Titolo originale: Sisters' Fate
Serie: The Cahill Witch Chronicles, n°3
Genere: Urban Fantasy
Target: Young Adult
Editore: Sperling&Kupfur
Data di pubblicazione: 11 Novembre 2014
N°pagine: 352
Trama: New England, fine Ottocento. Una terribile febbre sta decimando la popolazione, ma le sorelle Cahill - Cate, Maura e la piccola Tess - non possono fare nulla per arginare la malattia. Con la Confraternita pronta a mandare tutte le donne sospettate di stregoneria direttamente al patibolo, sarebbe troppo pericoloso usare i loro poteri e rischiare di essere scoperte. Ma per Cate questa non è la sola preoccupazione. Un incantesimo l’ha infatti cancellata dalla memoria di Finn, il ragazzo che ama. Combattuta tra proteggerlo o farlo nuovamente innamorare di lei, di una cosa è certa: non potrà mai perdonare sua sorella Maura, così assetata di potere da essere disposta a tutto, anche a tradirla. E mentre le visioni di Tess portano presagi di morte, il compimento della profezia sembra sempre più vicino: una sorella ne ucciderà un’altra prima che arrivi il nuovo secolo…

Era mia intenzione gustarmi questa lettura a poco a poco: i due precedenti libri mi avevano stregato (non parlano forse di streghe?) e come spesso accade ero divisa tra il desiderio di leggere, arrivare alla fine di questo libro per scoprire il destino delle sorelle Cahill e quello di non affrettarmi, per non rischiare di lasciarmi troppo presto alle spalle queste ultime pagine.
Inutile dire che ho finito in una manciata d'ore questo romanzo, incapace di staccarmi dalle parole malgrado l'ora sempre più tarda.
Avevamo lasciato Maura, la sorella di mezzo, che eliminava dalla mente di Finn la sorella Cate, e la piccola Tess che scopriva di essere l'oracolo della profezia: la sorella Cahill che avrebbe condotto allo scoperto le streghe… facendole vincere o facendole precipitare in un nuovo Terrore.
E la risposta della Fratellanza dopo l'attacco all'Alto Consiglio e la fuga delle "ragazze" dalla prigione/manicomio in cui erano imprigionate le presunte streghe, sembra proprio gettare le basi per questo.
A capo della Sorellanza non c'è più sorella Cora, contraria a una dimostrazione di potere da parte delle streghe, ma sorella Inez, decisa a vendicare e distruggere la società governata dai Fratelli con ogni modo possibile.
E tra le strade di New London si fa anche strada una pericolosa malattia che dai bassi fondi a poco a poco di diffonde alla città.
Cate, che improvvisamente si ritrova capace di fare del male a una delle sue sorelle - Maura - a causa delle sue azioni, deve trovare il modo di convincere la Resistenza che non tutte le streghe sono d'accordo con la nuova politica di sorella Inez, ma anzi sono determinate a trionfare senza diventare quei mostri dipinti dalla Fratellanza e scoprire chi sta cercando di spaventare e screditare la piccola Tess.
Come dicevo non sono riuscita a staccarmi da Fated, leggendo tutto d'un fiato e trovando che sia un ottimo finale di trilogia. Certo, poteva essere un po' arricchito ma anche così Jessica Spotswood si conquista la mia ammirazione per questa sua particolare interpretazioni di un mondo popolato di streghe, tra roghi puritani, ottocento vittoriano e magia.
C'è un piccolo appunto che non mi ha proprio convinto per quanto riguarda il rapporto tra le sorelle: Cate a volte mi è sembrata un filo troppo infantile, ma davvero in minuscola parte, mentre Maura l'avrei voluta strozzare più di qualche volta durante la lettura. 
Se cercate una storia diversa in un mix di magia, storia, romanticismo e coraggio, questa trilogia fa decisamente per voi e sono certa che non vi deluderà. L'autrice crea un mondo davvero unico, in cui è sia facile perdersi sia desiderare di precipitarci dentro!

Made in Italy #17

Serie: Darkness and Hope, #1
Genere: Paranormal Romance, Urban Fantasy
Editore: Edizioni Creativa
Prezzo: 12,00 euro (per il momento non è previsto l'ebook)
Pagine: 243
Trama: Darkness and Hope è un paranormal romance ambientato in epoca contemporanea negli Stati Uniti nord occidentali. La storia è narrata in prima persona dalla protagonista, Aura, una ragazza italiana che vive una tragica esperienza nell’adolescenza: una sera, rincasando con l’amica d’infanzia, viene aggredita da una creatura oscura dalle sembianze umane. Aura sopravvive grazie all’intervento di uno sconosciuto, mentre l'amica rimane brutalmente uccisa. Segnata dal lutto, si trasferisce in California con la persona che le ha salvato la vita, un professore che diventa il suo mentore e le tramanda tutto il suo sapere, rivelandole tutto quello che sa sull'esistenza di esseri diabolici che si nascondono tra gli umani e insegnandole a combatterli. Dieci anni più tardi il professore muore e la ragazza si ritrova completamente sola. Travolta da un groviglio di sentimenti di rabbia e amarezza, parte per un viaggio senza meta spostandosi dalla costa californiana verso l’interno del continente. Il destino la bloccherà in una tavola calda di un paese poco abitato, dove incontrerà temibili nemici e inaspettati amici e i nuovi legami che allaccerà ribalteranno le sue certezze e scongeleranno il suo cuore.

Per Darkness and Hope è stato realizzato un booktrailer, visibile sul sito dedicato al libro e su YouTube. 



Biografia Autrice

Angela Volpe è nata sotto il creativo segno dell'Acquario a Verona. E' un’accanita lettrice di distopie, steam punk, urban fantasy, Young adult e chi più ne ha più ne metta. Appassionata di musica fin dall'infanzia e di cinema fantascientifico. Darkness and Hope è il suo primo lavoro pubblicato, concepito come primo volume di una trilogia. 
Il romanzo è stato presentato al Pisa Book Festival e l'autrice è stata ospite di un'emittente televisiva per promuoverlo (per vedere la puntata collegarsi al sito Darkness and Hope Saga). 
L’autrice sta attualmente lavorando al terzo e ultimo capitolo della saga.
Oltre alla trilogia di Darkness and Hope, poi, ha scritto un racconto romantico/ironico (stile chick lit), che sarà presto a disposizione dei lettori in formato ebook.

Pagina FB: https://www.facebook.com/darknessandhopesaga
Sito web: http://darknessandhopesaga.wordpress.com

Magisterium. L'Anno di Ferro di Cassandra Clare e Holly Black

Questo blog probabilmente imploderà nei prossimi cinque secondi.
Perché? Perché sto per dire un'eresia che non pensavo sarebbe mai uscita dalla mia bocca: Cassandra Clare ha fatto cilecca. E alla grande.

Titolo originale: The Iron Trial
Serie: Magisterium, n°1
Genere: Urban Fantasy
Target: Middle Grade/Children's
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 4 Novembre 2014
N°pagina: 319
Trama: Quando raggiunge la grotta in cima al ghiacciaio, Alastair capisce subito che il Nemico l'ha preceduto. Sua moglie Sarah è stata uccisa, come gli altri maghi lì rifugiati. Solo il debole vagito di un neonato lo rincuora: suo figlio Callum, seminascosto accanto al cadavere della madre, è ancora vivo. Ma quando Alastair lo prende fra le braccia, le terribili parole incise nel ghiaccio da Sarah prima di morire lo fanno inorridire... Dodici anni dopo, quando Call viene ammesso al Magisterium, la prestigiosa accademia riservata ai ragazzi dotati di talento magico, suo padre è contrario: sin dalla più tenera età ha insegnato al figlio a diffidare della magia. E ora Rufus, il magister più anziano della scuola, lo ha ammesso all'Anno di Ferro, il primo del Magisterium. Call non può sottrarsi al suo destino. La magia scorre, in certe famiglie. Ma sul destino di Call incombe fin dalla nascita l'artiglio del Nemico.

Mi piange il cuore dire questa cosa ma davvero, un'ultimo romanzo di Cassandra Clare proprio non sono riuscita a farmelo piacere: Rimasta attaccate alle pagine? Si. Incuriosita per l'evoluzione della storia? Nì, ero più curiosa di vedere se migliorava. Piaciuto? Per niente.
Diciamo subito che già con le ultime "Città" avevo avuto qualcosa da ridire sulla storia raccontataci dalla Clare, e non avevo avuto chissà che rivelazione durante la lettura di Coldtown di Holly Black, ma in generale la storia mi prendeva, mi piaceva a volte anche molto e sul momento riuscivo ad ignorare aspetti che magari dopo un paio di giorni a mente fresca invece sembravano assolutamente inaccettabili.
Ma se li trovo durante la lettura e non riesco a soprassedere, la cosa si fa davvero grave, almeno per me.
La storia dopo poche pagine si è subito sembrata una brutta copia di Harry Potter misto a qualcosa che mi sfugge: dopo la Rowling ho letto molti altri libri con scuole di magia in cui in rifermento ai suoi romanzi erano ovvi, ma mai la cosa mi era risultata così irritante con nel caso di Magisterium.
A questo, si aggiunge un protagonista che supera l'irritazione per farmi precipitare nell'odio più assoluto.
Callum è un ragazzino di dodici anni arrabbiato con il mondo e fin qui ci sta, nulla da dire. Ma oltre a esasperare le persone che gli stanno attorno nel romanzo ha esasperato anche me: se non vuole avere a che fare con la magia lasciatelo stare, se è un problema, fatelo fuori che viviamo tutti felici e contenti. Non mi era mai accaduto di voler mettere fine alle sofferenze di un personaggio - prendere a padellate tantissime volte - ma con Callum è stato omicidio a prima vista.
Dicevo, l'età di Callum è di dodici anni, e così per tutti gli altri. Avevo paura che questo creasse una qualche barriera tra me e i personaggi e così è stato: i comportamenti sono tali che questo particolare non può essere in alcun modo dimenticato. Probabilmente sarò io che, troppo cresciuta, non riesco più ad apprezzare una storia in cui l'età viaggia intorno ai 12-14… ma questa estate mi sono sciroppata tutti i Percy Jackson e posso dire di non aver avuto alcun problema.
Concludo lo sproloquio negativo dichiarando che la Galleria è la cosa più infantile e stucchevole mai letta in un libro. Mi sono venute le carie solo leggendo. Quindi è meglio soprassedere sui "muschi, licheni e funghetti".
In ogni caso, qualcosa di positivo c'è.
Superata abbondantemente la metà del libro, questi inizia a migliorare, tenendomi incollata alle pagine malgrado i problemi, e abbastanza da farmi valutare la lettura del secondo volume quando mai uscirà malgrado precipiti nuovamente a 20 pagine dalle fine. (Non dico nulla per non fare spoiler… ma davvero? -.-' hanno fatto davvero quella scelta?)
Esco da questa lettura decisamente sconfortata e delusa, non sapendo se consigliarvela o no. A molti è piaciuto quindi immagino di essere stata io un caso particolare di non compatibilità. Dategli una possibilità (la Clare e sempre la Clare, lo stile di scrittura non delude assolutamente), male non può fare!

L'Ordine delle Blogger. Speciale Black Friars: Stirpi di Vampiri

Causa chiusa temporanea e a tempo indeterminato del blog Liberamente parlando di libri, Liber ospiterà per quanto sarà necessario quest'ulteriore tappa dello speciale organizzato due anni fa da me e altre x blogger in vista dell'uscita dell'Ordine della Croce di Virginia de Winter.

Oltre a questa piccola introduzione e i link alle altre tappe per rinfrescarvi la memoria, non modificherò nulla!

Solo una piccola info attuale nel caso ve la siate persa… Il prossimo libro di Virginia de Winter uscirà con Mondadori! *-------*


Ed eccoci qui cari amici alla mia tappa dello speciale su Black friars! In questo appuntamento leggerete l'intervista fatta alla carissima autrice Virginia de Winter riguardante le stirpi di vampiri.. argomento molto incisivo della saga:

DebsCiao Virginia, benvenuta nel mio piccolo angolino letterario! Nei tuoi libri non potevano mancare di certo i vampiri! Con i tuoi si è tornati alle origini: niente vampiri che sbrilluccicano al sole come se fossero Winx, ma creature potenti, dotate di una forza sovrumana, ma non per questo prive di punti deboli. Precisamente, a quali vampiri ti sei rifatta? Hai preso ispirazione da quelli della Rice?
Vy: Certamente. Anne Rice, come sempre ho detto e non perdo occasione di ribadire, è per me ispirazione ed esempio di stile e il suo vampiro è quello dove è terminato il mio percorso nel crearne un mio modello. La mia istruzione in merito si rifà principalmente ai vecchi classici: Dracula di Stoker e il precedente Vampiro di Polidori, e Un mistero della campagna romana (usciti in una vecchissima e deliziosa edizione 100 pagine 1000 lire di Newton); ma anche la Fidanzata di Corinto di Goethe e la Christabel di Coleridge, Carmilla. È meno facile di quanto sembri definire esattamente che cosa componga il vampiro “classico” che giunge fino a noi, con una distinzione netta rispetto al vampiro supereroe della narrativa pop recente (che io leggo e apprezzo in quantità, a scanso di equivoci), proprio perché si tratta di un archetipo che molti fenomeni squisitamente letterari hanno contribuito a creare. Se traccio come pennellate su un foglio nomi come Anne Radcliffe, Horace Warpole, Wilkie Collins, Stevenson del Dottor Jakyll e Mr Hide, ma anche Poe e Conan Doyle, Joseph Hoffmann, anche se il quadro non potrebbe mai essere completo in poche righe, chi ci legge in questo momento può forse vedere delinearsi la strada lungo la quale questo archetipo arriva fino a noi. Ci sono secoli di letteratura che assumono la sfumatura del romanzo gotico in quel periodo di grazia, tra gli ultimi decenni del settecento e gli ultimi dell’ottocento, che ci ha tramandato le atmosfere che combinano il mistery con l’horror e il noir con il romanzo psicologico che noi, un po’ istintivamente ricolleghiamo a quelle che circondano il vampiro. Vicoli di una Londra fumosa dove il nostro può incontrare un famigerato assassino seriale; castelli gelidi e severi nelle foreste della Romania che hanno quell’eco medievale tanto caro al gotico; uomini alti, intrisi di fascino oscuro o donne dall’incarnato di luna somiglianti a contesse esistite secoli prima; Elizabeth Bathory, Lord Ruthven, Carmilla di Karnstein, Lucy Westenra, Clarimonde – la Morta Innamorata di Theophile Gautier che, insieme a Baudelaire, ha contribuito a creare quella figura di bellezza senza pietà che tanto conferirà alla vampira al femminile.
Il vampiro di Anne Rice è il più classico tra i vampiri moderni, che coniuga storia e atmosfere ancient régime e momenti di assoluta contemporaneità vissuti però con il riflesso dei secoli incombenti sui protagonisti. Intervista col vampiro, che vede la luce a metà degli anni ’70, è un gioiello dalla grazia indescrivibile, la perfetta storia delle inquietudine di una creatura dalla natura malvagia, di un’intera razza che prende coscienza di sé attraverso le Cronache dei Vampiri. Anne Rice ha aggiunto quella sfumatura fondamentale che è la malinconia, il confrontarsi del vampiro con la propria storia passata e potenziale eternità, che lo differenzia nettamente dalle figure oscure e bidimensionali del vampiro primigenio e vi si differenzia anche dal punto di vista fisico in quanto è invulnerabile agli strumenti che il folklore tramanda come armi efficaci per provocarne la morte. Nei miei libri io ho voluto riportare un ricordo di tutto questo e di molto altro che occorrerebbe a me un’eternità, per citare.

DebsC’è un aspetto affascinante e nuovo nei vampiri di Black Friars: a ciascuna stirpe hai attribuito dei poteri molto particolari. Ti andrebbe di illustrare ai lettori le varie stirpi e le loro caratteristiche?

Vy: Ti ringrazio moltissimo per il complimento ma ammetto di buon grado che l’aspetto non è sicuramente nuovo. Anche qui c’è tutto un codice letterario e folkloristico, anche vasto, che definendo diverse caratteristiche tra i vampiri aiuta a delineare dei poteri peculiari per ogni Stirpe di Sangue. Basta pensare, per esempio, alle diverse sfumature di potere dei vampiri della Rice, a quanto siano influenzati anche dalle peculiarità che avevano posseduto in vita – la magia per Merrick Mayfair, il potere di percepire di spiriti di Quinn Blackwood. In ogni caso, le Stirpi di Sangue di Black Friars sono cinque: i Blackmore che possiedono il potere di manipolare le ombre e – se lo hanno posseduto in vita – il dono di ferire con la voce e di dominare il vento; Von Karnstein che sono privi di alcun tipo di riflesso ma che, da contro, possono intuire nelle superfici specchianti le tracce di un riflesso passato anche a distanza di anni; i Lancaster la cui leggendaria instabilità mentale deriva da una spiccata empatia che arriva fino a influenzare direttamente le menti più semplici come quelle degli animali; i Beaumont che hanno il dono di confondersi con la nebbia e di purificare il sangue infetto e i Meissnerr che accompagnano una relativa debolezza fisica a una spiccata propensione per l’arte e la capacità di manipolare la realtà attraverso essa. Infine c’è una stirpe che nessuno conosce e dalla quale è stata generata nel sangue Belladore de Lanchale.


DebsTra i vampiri più affascinanti vi è senza dubbio Belladore de Lanchale, la bellissima cortigiana che ha messo in pericolo le vite di Axel ed Eloise, creando tra i due innamorati una zona d’ombra nella quale è quasi impossibile addentrarsi. Tuttavia su di lei non sappiamo molte cose; vorresti dirci qualcosa in più sulle sue origini e su chi era prima di diventare un vampiro?
Vy: Di Belladore de Lanchale si sa davvero pochissimo, io stessa ignoro molte cose del suo passato e dovrei, con pazienza, ricostruirla. La linea di sangue a cui appartiene è sconosciuta, con ogni probabilità estinta o dormiente da millenni, forse originaria di quello stesso Principato di Lanchale che lei ha lottato per restaurare fino all’ultimo istante. I suoi poteri sono nebulosi, poco definiti seppure micidiali ma in un certo qual modo potremmo essercene fatti un’idea: può manipolare le menti, colpire attraverso il sonno quando la mente umana è più vulnerabile provocando anche lesioni fisiche e conserva una certa affinità con le creature del Presidio che, la sua casata, ha comandato ai primordi del Continente. Sappiamo che è stata una cortigiana dedita alla politica per quasi tutta la sua esistenza, di quello che fosse in vita lascia intuire pochissimo posso solo supporre che abbia vissuto reclusa, quasi prigioniera, per molto tempo e che abbia subito molte privazioni. Una delle sue abitudini, infatti, è collezionare oggetti più disparati secondo una logica che soltanto lei conosce e con una certa predilezione per gli oggetti riconducibili al gioco: carte, astragali, dadi, tessere, scacchi.

DebsIn passato ci hai già raccontato l'origine dei Blackmore, ma ci chiedevamo se anche le altre stirpi avessero un capostipite e, in caso di risposta affermativa, se tu potessi dirci qualcos’altro a questo proposito.

Vy: Nell’Ordine della Spada mi sono riferita ai vampiri così:
 
Risorti dalle tombe, si erano reincarnati nella morte e non nella vita guadagnandosi in terra l’anticipazione della condanna al fuoco eterno cui erano sfuggiti nell’aldilà. La loro struttura fisica era diversa da quella umana, non fatta quindi a immagine e somiglianza di Dio, la loro immortalità contravveniva all’ordine naturale della vita e della morte, la loro impossibilità a concepire ne faceva mostri in antitesi col dettato delle Scritture.
 
Da questo si può desumere che, come gran parte di ciò che esiste o è accaduto nel Continente, ha un’origine antica e leggendaria, nascosta dietro simboli che non sempre è facile interpretare. Credo che ogni Linea di Sangue si origini da fattori diversi, quella di Blackmore è divina, altre possono essere il risultato di un’evoluzione, altre ancora di un esperimento o di una maledizione, altre infine generarsi da figure i cui nomi sono racchiusi da qualche parte nei luoghi dove si conserva la memoria storica del Continente, le Biblioteche dello Studium per esempio.

Grazie Vy per questa intervista e per la tua disponibilità! Per finire vi riporto un piccolo estratto in tema, preso dall'Ordine della Spada:

L'uomo vedendole rallentò il passo e gli occhi, persi in qualche visione estatica in cui il divino e l'isterismo si combinavano, acquistarono un barlume di lucidità. Considerò le due ragazze nella divisa studentesca, una bionda e l'altra bruna, entrambe pallide nella luce bassa delle lanterne, poi lo sguardo gli cadde sul selciato, ai piedi di Christabel.
Sulle pietre grigie umide di nebbia viscida e del ricordo di qualche pioggia o scolo di acque domestiche non appariva alcuna ombra.
Stirpe Von Karnstein, priva di ogni tipo di riflesso.
Eloise vide le labbra dell'uomo muoversi e formulare un'unica parola: ritornata, il termine che il popolo usava per indicare coloro che erano tornati dalla morte.

Come vi dicevo vi ripongo le tappe dello speciale nel caso ci sia qualche nuovo fan della serie che non lo conosceva!

Intervista a miaomimi - EFP

Le ambientazioni

Lo Studium e le Confraternite

I Vecchi Culti

Le Fiabe Oscure

Stirpi di Vampiri

Intervista ai ragazzi del GDR

Se scoprite qualcosa di nuovo, mi raccomando, commentate!

Fuori controllo di Jen McLaughlin

Titolo originale: Out of Line
Genere: Romantico, Contemporaneo
Target: New Adult
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 20 Novembre 2014
N°pagine: 285
Trama: Brava ragazza, studiosa e impegnata nel sociale, lei. Aria spavalda, amante del surf e muscoli tatuati, lui. Ma come spesso accade, gli opposti si attraggono ed è colpo di fulmine fin dal loro primo incontro. Ma le cose non sono così semplici... Carrie è sempre vissuta sotto lo stretto controllo del padre, un politico di spicco al quale è impossibile dire di no. Giunta al college, la ragazza è convinta di essersi finalmente liberata delle ingombranti guardie del corpo che l'hanno accompagnata sin dall'infanzia: ormai sente di poter decidere della propria vita da sola. Alla prima festa studentesca incontra Finn, un ragazzo che sa come infrangere le regole. Tra i due scoppia un'attrazione immediata, ma Carrie non può prevedere quale scherzo le stia riservando il destino e soprattutto chi sia in realtà Finn...
Se non metterò presto le mani sul secondo capitolo di questa trilogia (anche se mi risulta abbia almeno 4 libri!) potrei non rispondere delle mie azioni.
Gia leggendo la trama avevo capito che Fuori controllo era uno di quei libri capaci di tenermi incollati alle pagine e farmi sognare… ed è finito per superare tutte le mie più rosee aspettative! Penso di essermi seriamente innamorata di questo libro.
Carrie Wallington è figlia di uno dei più importanti senatori americani: ha passato la vita circondata da guardie del corpo e qualcosa è accaduto l'anno precedente che le ha fatto perdere la fiducia nei ragazzi.
Finn Coram è un ex marine messo alle calcagna di Carrie dal padre mentre frequenta l'università di San Diego… anche se aveva promesso di lasciarla libera.
Bastano poche righe per capire che Finn porta tatuato in fronte la scritta guai perché c'era una sola ragazza su cui non avrebbe dovuto posare gli occhi, di cui non avrebbe dovuto innamorarsi: Carrie.
È generosa, altruista e molto lontana dalla ragazza che Finn immaginava, mentre il fascino da "cattivo ragazzo", capace di farla vivere davvero per la prima volta conquista Carrie immediatamente  e l'attrazione tra i due complicherà le cose.
Tra segreti, baci da batticuore, guai e l'oceano, Jen McLaughlin mi ha conquistato con il suo primo romanzo new adult.
In questo primo romanzo osserviamo le vicende alternandoci tra il punto di vista di Carrie e Finn e più ci avviciniamo alla fine più sentiamo una nuvola nera stringersi addosso ai protagonisti. Ci sono segreti che non verranno svelati, ma non saranno quelli a mettersi tra loro. Qualcosa che potrebbe spezzare per sempre uno dei due se non entrambi.
L'autrice mi ha tenuta incollata alle pagine, desiderando avere già i romanzi successivi per continuare a leggere l'avventura di Carrie e Finn, di leggere un lieto fine che permetta di chiudere il libro appagate dalla storia.
Quindi se amate il genere new adult questo libro non può mancare nelle vostre librerie: forse non sarà l'originalità fatta di carta e inchiostro ma saprò catturarvi come pochi altri libri!

Made in Italy #16

In ritardo sulla tabella di marcia come il mio solito, eccomi qui a presentarvi un romanzo che non potete assolutamente perdere!
Alcuni vi vuoi conosceranno l'autrice come una delle tre Belle del blog La bella e il cavaliere… ma è giusto il momento di conoscere Alaisse Amehana come autrice!

Genere: Urban Fantasy, Paranormal Romance
Target: Young Adult
Editore: Rosa dei Venti Edizioni
Collana: Gli Angeli
Data di pubblicazione: 18 Novembre 2014
N°pagine: 240
Formato: eBook (2,99€)
Trama: Può una scelta sbagliata cambiare il corso di un’esistenza? Può l’errore di un attimo diventare l’inizio di un destino inaspettato? Quando Veronica esce di casa per raggiungere il ragazzo per cui farebbe di tutto, non sa che le sarà fatale. Non sa che in quell’istante qualcuno sta per cambiare inevitabilmente il corso degli eventi e che presto dimenticherà il sapore della vita. Basta un attimo, una decisione precipitosa, e il suo mondo si capovolge senza scampo. Acsei è un Allievo Custode e l’impulso di dimostrare che è pronto per diventare un vero Angelo è troppo forte per non dargli ascolto; ma il suo avventato desiderio di emergere ha conseguenze drammatiche. Così le loro vite si scontrano in un limbo che ha il volto di una tragedia irreversibile e sconvolgente e tutti i sogni, le speranze e le convinzioni della ragazza svaniscono improvvisamente, spazzati via da qualcosa che nessuno può sconfiggere. Ma Acsei è deciso a porre rimedio al suo errore e trascinerà Vera in una folle lotta contro il tempo e i pericoli che minacciano la sopravvivenza di un’anima solitaria in balia della morte. Cosa sarà disposto a fare per salvarla ed evitare che si smarrisca?
Biografia Autrice

Alaisse Amehana è nata a Torino in un giorno molto freddo di un anno non troppo lontano. Da piccola voleva fare l’archeologa scienziata per compiere grandi imprese, poi ha scoperto che leggere di altre persone che vivevano incredibili avventure era molto più comodo e meno rischioso. Si è diplomata al Liceo Classico e per la coerenza che la contraddistingue si è poi iscritta a Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa, dove studia giapponese e francese. La sua prima passione resta la scrittura e ha partecipato al Concorso Giunti Shift dove è risultata tra i finalisti. Tra un capitolo letto e uno in via di elaborazione non dimentica di seguire dieci serie tv contemporaneamente, gestire un blog privato e due in collaborazione, cucinare torte al cioccolato e litigare col proprio fratello. Nel tempo libero studia, ma non è una cosa di cui le piace parlare.

Vi lascio alcuni link utili e soprattutto un piccolo estratto che spero vi invogli un po'! Io ho già letto i primi capitoli e… beh, mi sta davvero piacendo!!! *-*

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   Morire non è una bella cosa. Un’affermazione scontata, ma se sapeste cosa mi è successo, non la giudichereste troppo banale.
   Non doveva capitare a me.
   No, no, dico sul serio. Non sto recriminando per un fato avverso o qualcosa di così melodrammatico. Non toccava a me. È stato un errore. Un suo errore.
   Io dovevo solo farmi i fatti miei, forse nulla sarebbe successo.
   E adesso non sarei così nei guai.
   Tanto per cominciare sarei viva. Meravigliosamente viva. Mi sveglierei la mattina per andare a lezione, sentirei fame, freddo e sonno. Sentirei il vento tra i capelli, il calore del sole sulla pelle, il sapore delle brioche appena sfornate.
   E non conoscerei lui.
   È la causa della mia morte. E anche l’unica cosa che conti, adesso.
   L’ironia della sorte ha davvero un pessimo gusto.

Silver. La porta dei sogni di Kerstin Gier

Come avrete visto il blog a poco a poco è sempre meno attivo causa mille diversi altri impegni che per la prima volta hanno interrotto la mia lettura serale. Perché questa recensione doveva vedere la luce esattamente 10 giorni fa ma proprio non ce stato verso: non si scriverla ma proprio di concludere la lettura!

Titolo originale: Silber: Das zweite Buch der Träume
Serie: Silber, n°2
Genere: Urban Fantasy
Target: Young Adult
Editore: Corbaccio
Data di pubblicazione: 6 Novembre 2014
N°pagine: 336
Trama: Liv è sconvolta: Secrecy, la misteriosa autrice del blog più frequentato della scuola, conosce i suoi segreti più intimi e non si fa scrupolo di raccontarli a tutti. Come è possibile? E cosa le nasconde l’affascinante Grayson, che è diventato il suo “fratellastro” da quando la mamma di Liv è andata a vivere con il padre di lui, trascinando anche lei e la sorellina Mia in questa nuova avventura? Ma soprattutto, quale presenza oscura si aggira di notte negli infiniti corridoi del mondo dei sogni di Liv, un mondo che, incredibilmente, condivide con altre persone? E cosa significano gli improvvisi episodi di sonnambulismo di Mia?
Incubi, misteriose apparizioni e pericolose cacce notturne non favoriscono certo la tranquillità di Liv, che di giorno è alle prese con una famiglia allargata davvero complessa, grazie anche alla gemella di Grayson, la splendida e spocchiosissima Florence, e alla loro terribile nonna, che non fa mistero di non approvare Liv, Mia e la loro madre… per non parlare del cane e della bambinaia!
Per fortuna che c’è Henry, il suo ragazzo non solo nei sogni, ma anche qui la situazione non è semplice. E per di più sembrano esserci in giro parecchie persone che hanno ancora dei conti in sospeso con la nostra eroina e non solo di notte…
Finire questo libro si è rivelato più impegnativo di un parto. Non perché non mi sia piaciuto, anzi! Ma perché tra me e le ultime 50 pagine si è messo il mondo: ricerche, letture per l'università, il fascino irresistibile del cuscino alle dieci di sera… cose così insomma!
Ma alla fine la giustizia ha vinto e sono finalmente riuscita a concludere il secondo capitolo di questa trilogia!
Ma veniamo al libro… Che dire se non bello-bello-bello?
Kerstin Gier si conferma un'abile scrittrice capace di proporci storie frizzanti, divertenti e magiche. Se da un lato non posso dire che Silver mi stia rapendo come accaduto con la Trilogia delle Gemme, non posso neanche negare il fascino che questa storia sta avendo su di me: fremo per avere tra le mani l'ultimo capitolo!
Di poco migliore rispetto il primo romanzo, La porta di Liv ci presenta nuovi - terribili - personaggi come la nonna di Grayson e Florence o il Senatore Morte Nord, ma assistiamo anche alla crescita di quelli che conoscevamo già, in particolare il nuovo "fratellastro" che a mio parere migliora di pagina in pagina!
Ma soprattutto come fa Secrecy a conoscere tutti i segreti di Liv… e chi sta manipolando la dolce Mia attraverso i suoi sogni?
L'unico appunto che devo fare riguarda la "densità" della storia. Sebbene sia un libro ricco di avvenimenti mi ha dato la sensazione che mancasse una certa tesione: i misteri vengono svelati rapidamente (eccetto quello riguardante Secrecy!), non c'è mai un punto che ti tiene incollato alle pagine desiderando di saltare descrizioni per arrivare al momento topico. È un romanzo lineare, semplice a cui non avrebbe fatto male un pizzico di "in più"(non so bene nemmeno io di cosa, ma sento che mancava. Ha senso come discorso?).
Come dicevo, però, il libro si fa leggere più che volentieri e conferma la bravura di quest'autrice. Se ancora non lo avete fatto mettete la nella lista dei desideri questa nuova trilogia, non vi deluderà!


P.s. Sono curiosa… come sarebbe la vostra porta dei sogni se ne aveste una? E soprattutto come sarebbe protetta? Raccontatemelo nei commenti se vi va!

Terra Ignota. Le Figlie del Rito di Vanni Santoni HG


Serie: Terra Ignota, n°2
Genere: Fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 14 Ottobre 2014
N°pagine: 381
Trama: Ailis, Figlia della Terra. Brigid, Figlia dell'Aria. Lorlei, Figlia dell'Acqua. Morigan, Figlia del Fuoco. Concepite dall'Imperatrice e dai Quattro Re sotto l'egida della Coppa e della Spada, date alla luce dalle schiave di palazzo, poco dopo la nascita sono state rapite da quattro traditori per sottrarle alla corruzione dell'ordine del Cerchio d'Acciaio, lo stesso che anni dopo avrebbe portato guerra e distruzione in tutte le Terre Occidentali. Ora le Figlie del Rito, cresciute ai margini dell'Impero ignorando la propria ascendenza divina, sono pronte ad appropriarsi dell'immenso potere che spetta loro di diritto. Ma in questo regno generato dal Sogno dell'Imperatrice c'è una forza oscura e altrettanto dirompente: la volontà e l'ambizione di Vevisa, sorella di latte e miglior amica di Ailis, trascinata alla Capitale al suo posto per uno scambio di persona. Tra queste cinque paladine una soltanto riuscirà a diventare la nuova Imperatrice, per effondere un altro straordinario Sogno, e con esso concepire un nuovo mondo. Ancora ignoto.
Nonostante il secondo - e conclusivo - capitolo della saga Terra Ignota non fosse in cima alla mia wishlist, ho deciso comunque di concedergli una seconda possibilità, e provare a immergermi nuovamente nell'universo creato dall'autore.
Purtroppo, il tentativo non è andato a buon fine. "Le figlie del Rito" non ha fatto cambiare la mia opinione, anzi. Probabilmente influenzata dall'idea che mi ero fatta sul precedente capitolo, non sono riuscita a vedere oltre gli errori, o quelli che io considero tali, che caratterizzano sia lo stile sia la trama del romanzo.
Alla fine de "il Risveglio", avevamo lasciato Ailis e le altre Figlie del Rito ad affrontare un periodo di allenamento. Ora le ragazze sono finalmente pronte ad assumere il ruolo al quale sono destinate. Ma oltre ad Ailis, Brigit, Lorlei e Moriga, c'è un'altra protagonista in questo libro: Vevisa, che si mostra qui molto diversa da come l'avevamo conosciuta nel primo romanzo. Curiosa e intelligente, ma anche molto determinata, Vevisa sa di poter aspirare ad un ruolo di primo piano ed è decisa a fare di tutto pur di ottenerlo.
Una nota positiva è l'importanza che ricopre la magia in questo libro. Man mano che le ragazze crescono e capacità magiche sempre più potenti, forze arcane e misteriose si risvegliano.
Sul fronte stilistico invece, il romanzo è di nuovo pieno di riferimenti letterari, che spesso mi sono sfuggiti, anche a causa della mia ignoranza. Ma i paragrafi eterni, alcuni di non meno di 240 parole (e potrebbero anche essercene di più lunghi… non sono stata lì a controllarli tutti) ammazzano la lettura. Troppo lunghi, sono un susseguirsi di azioni che non danno tregua al lettore, impedendogli di gustare a fondo la scena, di immaginarla. Potrebbe essere accettabile, se si trattasse di descrizioni, ma qui si ha l'impressione di stare guardando un film d'azione rapido e un po' sconclusionato, senza un attimo di respiro.
Quello che, dalle premesse, avrebbe potuto essere una serie di spicco nel panorama fantasy italiano, si è rivelato per me una delusione cocente.
Non mi sento quindi di consigliare questo romanzo agli amanti del fantasy, perché non sono davvero riuscita ad apprezzarlo.

Uno splendido sbaglio di Jamie McGuire

Aspettavo con ansia il ritorno di questa autrice e oggi vi proporrò una recensione in anteprima! Pronti a scoprire cosa ci riserva il primo libro dedicato ai fratelli Maddox?

Titolo originale: Beautiful Oblivion
Serie: Beautiful, n°3 - The Maddox Brothers, n°1
Genere: Romantico, Contemporaneo
Target: New Adult
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 6 Novembre 2014
N°pagine: 288
Trama: Agli occhi di tutti Cami è forte e indipendente. Al secondo anno alla Eastern University, vive sola e si paga gli studi facendo la barista al Red Door. Ma dietro quell’aria da ragazza determinata e testarda si nascondono tante insicurezze. Perché Cami è dovuta crescere in fretta, circondata da cinque possessivi fratelli e da un padre che non ha mai approvato nessuna sua scelta. Trent Maddox fa il tatuatore e sa come mettersi nei guai. Se nasce una rissa è stato lui a cominciarla e se c’è un cuore spezzato è quasi sempre colpa sua. Qualcosa nel suo passato gli ha lasciato ferite profonde mai rimarginate. Da quel momento ha chiuso il mondo fuori. C’è un solo avvertimento per quelli come lui: stargli alla larga. Cami lo conosce bene. Ha visto tutte le sue conquiste e le sue bravate, e sta molto attenta a mantenersi sempre a distanza di sicurezza. Perché il fuoco è caldo e affascinante, ma quando ci si avvicina troppo si rischia di bruciarsi. Ma una sera si incontrano per caso e Trent le offre da bere. Senza un secondo fine, vuole solo esserle amico. Cami non ci crede e avverte subito il pericolo, non ha intenzione di farsi travolgere da lui come fanno tutte le altre. Non si può essere solo amiche di un ragazzo come Trent. Eppure standogli accanto, giorno dopo giorno, scopre che il marchio Maddox, fatto di spavalderia e arroganza, è solo uno scudo per non soffrire. Uno scudo che nasconde un’inaspettata dolcezza. E provare a stare lontano da Trent diventa sempre più necessario, ma impossibile. Impossibile resistere ai suoi sguardi, a quegli occhi che sembrano aver scoperto le sue fragilità e vogliono solo proteggerla. Fino a quando Trent confessa di volere qualcosa più dell’amicizia. E come dice suo fratello Travis, se un Maddox si innamora è per sempre. Così è stato per lui e la sua Abby. Ma Cami non può permettere che questo accada. Sarebbe un grosso, imperdonabile sbaglio. Perché c’è una verità che Trent non conosce e lei deve fare di tutto perché non la conosca mai.
Dopo una novella non proprio eccezionale non vedevo l'ora di conoscere più da vicino il secondo fratello Maddox, Trent, di cui avevamo già avuto un assaggio in Uno splendido disastro ma ancor più in Il mio disastro sei tu.
Ero convinta che sarebbe stata la sua la voce narrante quindi mi ha un po' scombussolato scoprire che invece si trattava di quella di Camille Renee. Nei precedenti romanzi avevamo conosciuto anche lei, la barista al Red Door, indomita, indipendente e piena di vita. Ma bastano poche pagine per capire cosa si nasconda dietro quella facciata. Primogenita e unica femmina di cinque figli, cresce in una famiglia dove il padre picchia la madre ed incolpa lei per ogni errore commesso dai fratelli. Adesso vive in un piccolo appartamento in città insieme alla sua coinquilina e collega Reagen.
Per quanto le cose con il suo fidanzato T.J. non siano andando per il verso giusto, tutto si complica quando Trent Maddox entra nella sua vita.
Con una reputazione da far quasi invidia al suo fratellino Travis, Trent è una calamita per tutte le ragazze eccetto che per Cami, determinata a non diventare una delle sue tante conquiste e a non tradire il fidanzanti malgrado per lui venga sempre prima il lavoro.
Ma quando un Maddox si innamora è per sempre. Ed è qui che arrivano i guai!

Non posso dire che questo romanzo mi abbia conquistata quanto avevano fatto i libri con protagonisti Abby e Travis. Se da un lato la McGuire si conferma capace di creare degli esempli davvero notevoli di ragazzi letterari - meno che perfetti considerate le deprecabili passioni per risse e alcool, ma capaci di catturarti già dopo poche righe - non posso dire lo stesso della protagonista. Ho fatto fatica a comprenderla, anche a farmela piacere, malgrado non sia per niente un brutto personaggio. Soprattutto ho avuto difficoltà a comprendere se lei sapesse o no (ovviamente non vi dirò cosa perché sono cattiva u.u) anche se era ovvio.
A tratti, dialoghi e decisioni mi sono sembrate forzate, fatte solo per spingere la storia in una determinata direzione ma senza tener conto del personaggio.
Tuttavia la simpatia, la determinazione e la forza di Trent hanno reso davvero godibile la lettura, riempiendo i miei pensieri anche quando non stringevo tra le mani il libro.

Se non lo avete ancora fatto vi consiglio di leggere tutti i romanzi di questa autrice mentre io aspetterò con ansia di mettere le mani su Beautiful Redempion, vista la grande curiosità che ha suscitato in me Uno splendido sbaglio sulla figura di Thomas Maddox! Quindi leggete ed innamoratevi dei fratelli Maddox, non saranno perfetti ma davvero unici!
E un ultimo consiglio… non spoileratevi la fine, mi raccomando! La lettura non avrà lo stesso sapore!

D'amore e di ventura di Elisabetta Bricca

Buona sera lettori!
Oggi è stata una giornata ghiacciata! All'università stanno - evidentemente - risparmiando sul riscaldamento quindi la vostra blogger qui, ora della primavera, si sarà tramutata in cubetto di ghiaccio.
Quindi che modo migliore per scaldarsi se non con una tazza di te bollente e una recensione?

Titolo: D'amore e di ventura
Autore: Elisabetta Bricca
Editore: Selfpublishing
Pagine: 237
Ebook: € 2,68 (e adesso anche in cartaceo!)
Lo trovate su: Amazon
Trama: Italia 1438. Cesare Mocenigo è un capitano di ventura, nobile, scaltro e affascinante. Viola Ripamonti Sforza è la bellissima e coraggiosa nipote del suo peggior nemico. Eppure, benché il dolore lo abbia reso un uomo tormentato e pericoloso, quando la incontra Cesare comprende di avere ancora un'anima. E insieme a lei, sullo sfondo dell'aspra guerra tra Venezia e Milano, tra le battaglie, gli intrighi e lo splendore del Rinascimento, sarà protagonista di una struggente storia di passione e redenzione, in una lenta risalita verso la luce durante la quale tutto può accadere, se a comandare è il cuore.
Se si parla di Venezia non so davvero resistere.
Avevo già adocchiato da un paio di giorni questo romanzo prima di avere l'occasione di conoscere l'autrice, gentile e squisita, che mi ha permesso di leggerlo.
E dopo una piccola disavventura mi sono fiondata nella lettura. Devo dire subito che la "scintilla" tra me e il libro non c'è stata, malgrado le mie speranze, ma mi ha portato in viaggio piacevole, diverso dai miei soliti e, si, unico!
La storia è ambientata durante la guerra tra Venezia e Milano e negli anni successivi. Protagonista indiscusso è Cesare Mocenigo, patrizio veneziano che, dopo la morte del padre per mano di Federico di Montefeltro e lo sterminio della sua famiglia sempre per ordine del giovane duca di Urbino, entra nell'esercito della Serenissima che lo porterà a diventare uno dei capitani di ventura più potenti d'Italia.
Sull'altro fronte si trova Viola Ripamonti Sforza, nipote del duca Montefeltro.
Le strade di Cesare e Viola non avrebbero mai dovuto incontrarsi, ma il destino ha deciso diversamente e per entrambi inizia una lotta contro la propria anima. Nemici o amanti?
Cesare Mocenigo non è il classico eroe senza macchia che ci si aspetta di trovare, ma è caratterizzato da  aspetti di "antieroi" con la sua spietatezza, la sua crudeltà anche, dal suo dolore e dal desiderio di vendetta contro cui nulla ha ragione.
Viola Sforza invece è una donna forte, capace di tener testa anche al nostro capitano di ventura, e non lascia che siano altri a decidere la sua vita.
La penna di Elisabetta Bricca ci poterà a Bergamo, Urbino, Rimini e infine a Venezia, tra le calli e i palazzi che mi sono tanti cari. C'è magia nello stile dell'autrice, magia capace di trasportati li accanto ai personaggi.


L'unico appunto che davvero voglio fare - richiesto a gran voce dal mio animo di architetto, più che da quello di lettrice - riguarda un fraintendimento in cui mi imbatto spesso quando si ambienta una storia a Venezia. Senza che entri nello specifico e mi ritrovi a proporvi una vera e propria lezione universitaria vi parlo dell'unica regola fondamentale dello scrivere a Venezia: gli scalini salgono sempre e non scendono mai. A causa della consistenza del terreno e del fenomeno dell'acqua alta non c'è possibilità di costruire scendendo, ma solo salendo. Scrittori e aspiranti tali, mi raccomando, ricordatevelo.

Vi lascio con un'altro estratto del romanzo e… state in campana! Presto ospiterò uno speciale proprio su D'amore e di ventura: ci saranno indizi, dietro le quinte e premi in palio! Non mancante!


Afferrò un vaso, lo scagliò contro lo specchio e il prezioso cristallo esplose in schegge lucenti; poi si avvicinò e ammirò di nuovo la propria immagine scomposta, quasi grottesca, nei frammenti rimasti.
Un sorriso amaro gli alterò i lineamenti. Cosa ne farai della tua faccia d'angelo? Dov'eri, Cesare? Dov'eri, maledetto?
La mano scese a stringere l'elsa del pugnale alla cintura e il braccio fece ciò che la sua mente aveva già deciso.
Portò l'arma al viso, la puntò all'altezza dello zigomo e conficcò la lama nella carne, poi con un unico taglio deciso si squarciò il volto sino al mento. Il coltello aprì un orribile sfregio, ma Cesare non fiatò, non si lamentò, non gemette. Raccolse il mantello con l'insegna dei Montefeltro, ne strappò un pezzo e lo intinse nel proprio sangue e poi in quello delle due donne, legandoselo stretto al polso.
Vendetta era giurata.
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