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Ultima Oasi di Alfonzo Zarbo

Scritto da AmanteDiLibri - 02 febbraio
Buon giorno lettori!
eccomi qui con la recensione uno degli ultimi romanzi italiani letti nel 2016. Si tratta di Ultima Oasi dell'illustratore e scrittore Alfonso Zarbo.


Genere: Fantasy
Editore: Gargoyle
Data di pubblicazione: 24 novembre 2016
N°pagine: 197
Trama: Il sole rischia di esplodere. Per la prima volta, nel mondo, è la luce a fare paura. Il caldo s'insinua negli stracci dei poveri e nelle corazze dei cavalieri, distrugge i raccolti, prosciuga mari e oceani. Ultima Oasi, però, sopravvive. Ma il suo destino, e quello del mondo intero, è nelle mani di due ragazzi. Arkan è un sedicenne. Vive nel deserto. In esilio. Non ricorda nulla della sua infanzia da principe a Ultima Oasi, non ha nemmeno avuto il tempo di viverla. Il suo obiettivo è difendere i confini dell'ultimo impero dai predoni. Alla morte del suo tutore, parte per Ultima Oasi: intende chiedere rinforzi e provviste a suo padre. Ad accompagnarlo, un tuareg dal muso lungo, una schiava giunta dal nulla e una tigre che lo segue ovunque. Ma tutti e tre nascondono un segreto. Dhaki ha sempre avuto quello che gli agi e l'influenza del padre potevano offrirgli: erede legittimo di Ultima Oasi, soldato addestrato e, presto, capitano nelle forze elette dell'impero. Ma qualcosa va storto. Forze ignote e intrighi di potere lo spingono a dubitare, a indagare. Ciò che scopre cambierà drasticamente la sua vita e quella di chi gli è vicino. In un impero circondato dal vuoto, un assassino con un passato da principe e un principe con un passato da assassino dovranno affidarsi all'intuito e alla spada. Prima che sia troppo tardi, per tutti.
La prima cosa che mi ha intrigato di questo romanzo è stata l'aria da Prince of Persia (del cui film, pur con tutti i problemi che ha, vado pazza), esotica, ricca di avventure e e pericoli che suggeriva. Ero elettrizzata dal farmi trasportare dalle parole in un mondo che sapevo avrei amato così mi sono buttata a capofitto nella lettura.
Iram at al'imad è l'ultima città rimasta in una Terra trasformata in un deserto arso dal sole, crudele e terribile come non mai. Misteriose ceneri la avvolgono proteggendola dal calore spietato del sole.
Il racconto viene affrontato da due punti di vista, quello di Dhaki, principe di Ultima Oasi e soldato del suo esercito e Arkan, capo degli assassini prima difesa della città contro i predoni che cercano di sopravvivere nel deserto.
I due ragazzi non potrebbero avere vite più diverse, il primo costretto a lottare contro intrighi politici, sparizioni e un esercito interno sempre più potente, l'altro lontano da tutto e tutti a combattere ogni giorno tra sabbia e sangue. L'alternanza dei capitoli ci permette di conoscerli entrambi a fondo, scoprendone il carattere, le paure e le speranze fino a intravedere cosa li leghi e quale destino affronteranno insieme.
La storia narrata da Alfonso Zarbo corre veloce e mi ha tenuto attaccata alle pagine tra combattimenti, fughe e misteri ma mi ha lasciato la sensazione di tasselli mancanti qua e là che non mi hanno permesso di apprezzare nella sua totalità la storia e l'ambientazione.
Ciò nonostante il romanzo è stato uno tra le migliori letture degli ultimi mesi e non posso che ritenermi soddisfatta. Amante il fantasy e avete un debole per le ambientazioni arabeggianti come me non potete assolutamente perderlo.

In libreria #9

Scritto da AmanteDiLibri - 19 aprile
Buona sera lettori,
concludiamo questo weekend di mal tempo e sole (o per lo meno qui è stato così) con la segnalazione della nuova uscita Gargoyle.
Per quanto non sia il classico titolo che leggo, questa volta la trama non mi dispiace e chissà che dopo la laurea, tra qualche mese non riesca a leggerlo ;)
A voi intriga?

Genere: Thriller
Editore: Gargoyle
Data di pubblicazione: 2 Aprile 2015
N°pagine: 464
Trama: Ecco il futuro. E molte cose sono cambiate: si è aperta un’era di uguaglianza e di spiritualità. Ciò che prima era privilegio delle classi agiate ora è alla portata di tutti. Niente più polizia, né esercito.
Ma disastri naturali, catastrofi legate all’incuria, la sovrappopolazione dovuta alle direttive di una religione che pretende famiglie sempre più numerose, carestia e degrado hanno fatto del mondo un luogo inospitale e pericoloso.
Il dilagare del cannibalismo, il proliferare di antiche sette legate al culto dei morti, la demenza indotta dall’uso di droghe letali, una fauna mutante mostruosa e antropofaga portano la Chiesa a istituire severe Selezioni per la formazione di Ordini scelti che mettano un freno ai pericoli. Nasce così l’Ordine delle Sentinelle.
La Selezione per diventare Sentinella, però, non è solo dura, è disumana. E cosa succede se chi sopravvive rischia di ritrovarsi disumano a sua volta?
Cosa succede se i prescelti si rivelano peggiori delle persone che dovrebbero combattere?
Venite, signori, entrate nell’inferno sotto la protezione di una Sentinella.
Claudio Vergnani è nato a Modena nel 1961. Conseguita la maturità classica, s'iscrive a giurisprudenza che lascia dopo qualche anno. Passa quindi da un mestiere all’altro – carriera militare, palestre di body building, ditte di trasporti, agenzie di pubblicità, società di consulenza – sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. È autore della trilogia vampiresca Il 18° vampiro, Il 36° Giusto e L'ora più buia, e de I Vivi, i Morti e gli Altri, tutti pubblicati da Gargoyle. Ha pubblicato Per ironia della morte (Nero Press 2013) e Lovecraft's Innsmouth (Dumwich 2015, versione ebook e in classifica horror Amazon).

Red Country di Joe Abercrombie

Scritto da AmanteDiLibri - 16 marzo
Buongiorno lettori,
iniziamo la settimana con una nuova recensione!
Non so in quanti di voi abbiano già letto qualcosa di questo autore che nell'arco di pochi mesi da inizio anno è uscito qui in Italia con due libri, Red Country per la Gargoyle (e di cui vi parlerò oggi) e Mezzo Mondo per la Mondadori… Ma se non avete ancora letto nulla del La prima legge è ora di farlo!

Titolo originale: Red Country
Serie: First Law #6 (terzo romanzo stand-alone)
Genere: Fantasy
Editore: Gargoyle
Data di pubblicazione: 3 Febbraio 2015
N°pagine: 639
Trama: Shy Sud sperava di poter seppellire il suo cruento passato e cavalcare via con un bel sorriso sulla faccia, ma prima dovrà rispolverare le maniere forti per riprendersi la sua famiglia. E lei non è certo tipo da tirarsi indietro di fronte a ciò che è necessario fare. Così si metterà sulle tracce dei rapitori con un paio di buoi e il suo codardo patrigno Agnello a farle compagnia.
Ma anche lui ha seppellito un sanguinoso passato e nelle Terre Remote, dove non c’è Legge, il passato non rimane a lungo sotto terra.
Il loro viaggio li porterà per aride piane fino a una città di frontiera stritolata nella morsa dell’avidità, tra faide, duelli e massacri, e poi fino in cima alle inesplorate montagne verso la resa dei conti con gli Spettri. E come se tutto questo non fosse abbastanza, saranno costretti a una scomoda alleanza con Nicomo Cosca, il famigerato mercenario, e il suo scriteriato legale Tempio, due uomini di cui nessuno dovrebbe fidarsi.
Questo è il coraggio. Prendere la delusione e i fallimenti, la colpa e la vergogna, le ferite subìte e quelle inferte, e affondare tutto nel proprio passato. Ricominciare da capo, mandare al diavolo ieri e affrontare il domani a testa alta. I tempi cambiano. Ma solo chi possiede la lungimiranza di prevederlo e affrontarlo, solo chi è capace di adeguarsi prospera.

Spesso Joe Abercrombie viene considerato uno dei grandi scrittori fantasy dei nostri giorni ma Red Country non è un fantasy qualunque. È anomalo, lontano dagli stereotipi e dai soliti cliché del genere: non ci sono incantesimi, oggetti magici, né catastrofi incombenti, gli unici mostri sono gli uomini (ma bastano e avanzano) e, soprattutto, non c’è traccia nemmeno di eroi
Shy e Agnello probabilmente sono quelli che si avvicinano a quella figura, ma lo fanno controvoglia e di sicuro si impegnano affinché nessuno se ne accorga. Nel Mondo Circolare non ci sono buoni e cattivi, soltanto vivi e morti. Non conta chi ha ragione, ma chi resta in piedi. Tutti si limitano a sopravvivere, a schivare un disastro dopo l’altro e a tirare avanti nel miglior modo possibile, il più delle volte a spese di altri.
L’atmosfera che permea il libro è quella di un grande western di Sergio Leone, e Abercrombie è abilissimo nell’evocarla nei paesaggi sconfinati, nei villaggi polverosi in cui tutto è provvisorio e cadente al tempo stesso, negli scorci di umanità squallida al perenne inseguimento di una fortuna che si allontana anziché avvicinarsi, nei personaggi ruvidi, che non rivelano mai i propri sentimenti perché apparirebbero deboli. I dialoghi sono diretti e pungenti, mentre le pause lasciano immaginare sguardi persi all’orizzonte e volti talmente inariditi dal sole da lasciar uscire a stento le parole. Infatti nessuno è ciò che sembra, raramente è ciò che vorrebbe sembrare e mai chi vorrebbe essere davvero. Tutti sono infelici, tormentati, assillati dalla paura e soprattutto dalla solitudine, perché non ci si può fidare di nessuno. 
Persino Shy a un certo punto comincia a dubitare di Agnello, l’uomo che l’ha cresciuta come un padre e che la accompagna nella ricerca dei suoi fratellini, perché nemmeno lui è chi dice di essere, nonostante si sia impegnato a lungo per diventarlo. Paradossalmente, l’amicizia e la lealtà sembrano esistere soltanto fra i reietti, in particolare fra i ribelli del fantomatico Conthus, braccato da inquisitori e mercenari, e all’interno del misterioso Popolo dei Draghi, capace di farsi amare persino da chi dovrebbe odiarlo più di chiunque altro. Per tutti gli altri, “buoni” compresi, c’è spazio solo per amarezza e delusioni, perché persino l’amore, nonostante sia presente, non viene mai chiamato con il proprio nome ed è una fiammella che sembra spegnersi facilmente, anche se continua a covare sotto la cenere. Eppure, nonostante le vicende ci portino sempre più a fondo in un mare di miserie, il libro è tutt’altro che triste, anzi regala sorrisi e persino risate per quanto non possa esimermi dal dire che l'ho trovato un filo volgare. In ogni caso, Abercrombie, con la sua penna dissacrante, è capace di alleggerire anche le scene più tristi e di sfiorare qualsiasi tema senza mai scadere nel patetico. Tutto il romanzo è permeato di un disincanto dosato in maniera perfetta, come se leggessimo le vicende attraverso gli occhi del veterano che le ha viste tutte e non si lascia turbare da niente, nonostante sia abbastanza cinico da riconoscere l’amara verità dietro ogni scena o battuta. 
Le seicento e più pagine volano in un baleno, fluide nonostante gli spazi e i tempi siano dilatati come si addice a ogni buon western, grazie alle tantissime sottotrame che si innestano e concludono senza soluzione di continuità, donandoci ogni volta un nuovo scorcio di un mondo vastissimo e complesso, simile alla frontiera americana dell’800 ma con spade e balestre al posto delle armi da fuoco, e facendoci scoprire di volta in volta nuovi aspetti dei personaggi, qualche volta positivi, spesso negativi, ma comunque sempre autentici e interessanti. 
Red Country è un libro consigliatissimo a chiunque voglia scoprire un fantasy diverso, mai scontato, che si lascia dietro il retrogusto agrodolce di uno sguardo disilluso sulla natura umana, ma anche l’appagamento che solo un buon libro e un ottimo autore sanno donare.

In libreria #1

Scritto da AmanteDiLibri - 23 febbraio
Buongiorno lettori,
Oggi do il via a una nuova rubrica per così dire. Affianca a Prossimamente in libreria in cui segnalo le uscite che più mi attirano, in questa invece vi presenterò libri già usciti e che per varie ragioni mi erano sfuggiti (o non avevo fatto in tempo a segnalare nell'altro post).
Spero di darvi anche qui buoni consigli per gli acquisti!

Titolo originale: Red Country
Serie: First Law #6 (terzo romanzo stand-alone)
Genere: Fantasy
Editore: Gargoyle
Data di pubblicazione: 3 Febbraio 2015
N°pagine: 639
Trama: Shy Sud sperava di poter seppellire il suo cruento passato e cavalcare via con un bel sorriso sulla faccia, ma prima dovrà rispolverare le maniere forti per riprendersi la sua famiglia. E lei non è certo tipo da tirarsi indietro di fronte a ciò che è necessario fare. Così si metterà sulle tracce dei rapitori con un paio di buoi e il suo codardo patrigno Agnello a farle compagnia.
Ma anche lui ha seppellito un sanguinoso passato e nelle Terre Remote, dove non c’è Legge, il passato non rimane a lungo sotto terra.
Il loro viaggio li porterà per aride piane fino a una città di frontiera stritolata nella morsa dell’avidità, tra faide, duelli e massacri, e poi fino in cima alle inesplorate montagne verso la resa dei conti con gli Spettri. E come se tutto questo non fosse abbastanza, saranno costretti a una scomoda alleanza con Nicomo Cosca, il famigerato mercenario, e il suo scriteriato legale Tempio, due uomini di cui nessuno dovrebbe fidarsi.
Questo è il coraggio. Prendere la delusione e i fallimenti, la colpa e la vergogna, le ferite subìte e quelle inferte, e affondare tutto nel proprio passato. Ricominciare da capo, mandare al diavolo ieri e affrontare il domani a testa alta. I tempi cambiano. Ma solo chi possiede la lungimiranza di prevederlo e affrontarlo, solo chi è capace di adeguarsi prospera.

Joe Abercrombie getta il suo cappello sul genere western ma al contempo persevera nell’intento di trascinare il fantasy – scalciando e urlando a tutto spiano – nel XXI secolo. La sua è una miscela di ingredienti micidiale e inconfondibile: crudo realismo, personaggi complessi – cattivi meravigliosamente disegnati al pari di eroi imperfetti –, scene madri dall’impressionante violenza.
Eric Brown - THE GUARDIAN

Questo non è l’epic-fantasy dei vostri padri. Abercrombie tenta qualcosa di più audace: un western scritto nello stile dei film di Clint Eastwood ma con un’ambientazione epico-fantastica. E, accidenti, se non fa centro. Red Country non è completamente un western né completamente un fantasy, bensì qualcosa di nuovo, fresco ed elettrizzante con un tocco di Cormac McCarthy nella prosa sobria e secca così come nei dialoghi stringati.
David Barnett - THE INDEPENDENT

La lettera d’amore di Abercrombie al western... una lettera che gronda umorismo sinistro, azione e ferocia.
Daniel Cairns - SCI-FI NOW

Il miglior libro di Abercrombie. La scrittura è più affilata delle spade con cui si addestrano i suoi personaggi e l’atmosfera western fa aumentare il ritmo del racconto come mai successo prima al padre del fantasy realistico.
Marc Aplin - FANTASY FACTION

Oltre al ritmo incalzante, Abercrombie regala tanta ironia: uno humour tagliente, spietato, che spesso si tinge di nero e non manca di strappare un sorriso anche nelle situazioni più sanguinose.
Stefano Sacchini - CRONACHE DI UN SOLE LONTANO

Joe Abercrombie è nato nel 1974 a Lancaster (UK). Sin da studente di Psicologia presso l’Università di Manchester, pensa di scrivere una saga fantasy dal solido impianto epico- guerresco e ne inizia la stesura. Trasferitosi a Londra per lavorare come montatore freelance e produttore di format televisivi, termina di scrivere il primo episodio, Il Richiamo delle spade, la cui pubblicazione gli vale la candidatura al prestigioso Premio John Campbell. Seguono Non prima che siano impiccati e L’ultima Ragione dei Re. La trilogia – intitolata “La Prima Legge” – viene tradotta in diversi Paesi ed è pubblicata in Italia da Gargoyle. Il suo grandioso successo è confermato dagli stand- alone Il sapore della vendetta, The Heroes e Red Country (sempre disponibili per i tipi di Gargoyle). È in corso di pubblicazione la serie young-adult “La trilogia del mare infranto”, di cui è da poco uscito in Italia Il mezzo re per Mondadori.
Abercrombie è fra gli autori della serie della BBC “Worlds of Fantasy”, insieme a China Miéville, Michael Moorcock e Terry Pratchett.