L'Ordine delle Blogger. Speciale Black Friars: Stirpi di Vampiri

Causa chiusa temporanea e a tempo indeterminato del blog Liberamente parlando di libri, Liber ospiterà per quanto sarà necessario quest'ulteriore tappa dello speciale organizzato due anni fa da me e altre x blogger in vista dell'uscita dell'Ordine della Croce di Virginia de Winter.

Oltre a questa piccola introduzione e i link alle altre tappe per rinfrescarvi la memoria, non modificherò nulla!

Solo una piccola info attuale nel caso ve la siate persa… Il prossimo libro di Virginia de Winter uscirà con Mondadori! *-------*


Ed eccoci qui cari amici alla mia tappa dello speciale su Black friars! In questo appuntamento leggerete l'intervista fatta alla carissima autrice Virginia de Winter riguardante le stirpi di vampiri.. argomento molto incisivo della saga:

DebsCiao Virginia, benvenuta nel mio piccolo angolino letterario! Nei tuoi libri non potevano mancare di certo i vampiri! Con i tuoi si è tornati alle origini: niente vampiri che sbrilluccicano al sole come se fossero Winx, ma creature potenti, dotate di una forza sovrumana, ma non per questo prive di punti deboli. Precisamente, a quali vampiri ti sei rifatta? Hai preso ispirazione da quelli della Rice?
Vy: Certamente. Anne Rice, come sempre ho detto e non perdo occasione di ribadire, è per me ispirazione ed esempio di stile e il suo vampiro è quello dove è terminato il mio percorso nel crearne un mio modello. La mia istruzione in merito si rifà principalmente ai vecchi classici: Dracula di Stoker e il precedente Vampiro di Polidori, e Un mistero della campagna romana (usciti in una vecchissima e deliziosa edizione 100 pagine 1000 lire di Newton); ma anche la Fidanzata di Corinto di Goethe e la Christabel di Coleridge, Carmilla. È meno facile di quanto sembri definire esattamente che cosa componga il vampiro “classico” che giunge fino a noi, con una distinzione netta rispetto al vampiro supereroe della narrativa pop recente (che io leggo e apprezzo in quantità, a scanso di equivoci), proprio perché si tratta di un archetipo che molti fenomeni squisitamente letterari hanno contribuito a creare. Se traccio come pennellate su un foglio nomi come Anne Radcliffe, Horace Warpole, Wilkie Collins, Stevenson del Dottor Jakyll e Mr Hide, ma anche Poe e Conan Doyle, Joseph Hoffmann, anche se il quadro non potrebbe mai essere completo in poche righe, chi ci legge in questo momento può forse vedere delinearsi la strada lungo la quale questo archetipo arriva fino a noi. Ci sono secoli di letteratura che assumono la sfumatura del romanzo gotico in quel periodo di grazia, tra gli ultimi decenni del settecento e gli ultimi dell’ottocento, che ci ha tramandato le atmosfere che combinano il mistery con l’horror e il noir con il romanzo psicologico che noi, un po’ istintivamente ricolleghiamo a quelle che circondano il vampiro. Vicoli di una Londra fumosa dove il nostro può incontrare un famigerato assassino seriale; castelli gelidi e severi nelle foreste della Romania che hanno quell’eco medievale tanto caro al gotico; uomini alti, intrisi di fascino oscuro o donne dall’incarnato di luna somiglianti a contesse esistite secoli prima; Elizabeth Bathory, Lord Ruthven, Carmilla di Karnstein, Lucy Westenra, Clarimonde – la Morta Innamorata di Theophile Gautier che, insieme a Baudelaire, ha contribuito a creare quella figura di bellezza senza pietà che tanto conferirà alla vampira al femminile.
Il vampiro di Anne Rice è il più classico tra i vampiri moderni, che coniuga storia e atmosfere ancient régime e momenti di assoluta contemporaneità vissuti però con il riflesso dei secoli incombenti sui protagonisti. Intervista col vampiro, che vede la luce a metà degli anni ’70, è un gioiello dalla grazia indescrivibile, la perfetta storia delle inquietudine di una creatura dalla natura malvagia, di un’intera razza che prende coscienza di sé attraverso le Cronache dei Vampiri. Anne Rice ha aggiunto quella sfumatura fondamentale che è la malinconia, il confrontarsi del vampiro con la propria storia passata e potenziale eternità, che lo differenzia nettamente dalle figure oscure e bidimensionali del vampiro primigenio e vi si differenzia anche dal punto di vista fisico in quanto è invulnerabile agli strumenti che il folklore tramanda come armi efficaci per provocarne la morte. Nei miei libri io ho voluto riportare un ricordo di tutto questo e di molto altro che occorrerebbe a me un’eternità, per citare.

DebsC’è un aspetto affascinante e nuovo nei vampiri di Black Friars: a ciascuna stirpe hai attribuito dei poteri molto particolari. Ti andrebbe di illustrare ai lettori le varie stirpi e le loro caratteristiche?

Vy: Ti ringrazio moltissimo per il complimento ma ammetto di buon grado che l’aspetto non è sicuramente nuovo. Anche qui c’è tutto un codice letterario e folkloristico, anche vasto, che definendo diverse caratteristiche tra i vampiri aiuta a delineare dei poteri peculiari per ogni Stirpe di Sangue. Basta pensare, per esempio, alle diverse sfumature di potere dei vampiri della Rice, a quanto siano influenzati anche dalle peculiarità che avevano posseduto in vita – la magia per Merrick Mayfair, il potere di percepire di spiriti di Quinn Blackwood. In ogni caso, le Stirpi di Sangue di Black Friars sono cinque: i Blackmore che possiedono il potere di manipolare le ombre e – se lo hanno posseduto in vita – il dono di ferire con la voce e di dominare il vento; Von Karnstein che sono privi di alcun tipo di riflesso ma che, da contro, possono intuire nelle superfici specchianti le tracce di un riflesso passato anche a distanza di anni; i Lancaster la cui leggendaria instabilità mentale deriva da una spiccata empatia che arriva fino a influenzare direttamente le menti più semplici come quelle degli animali; i Beaumont che hanno il dono di confondersi con la nebbia e di purificare il sangue infetto e i Meissnerr che accompagnano una relativa debolezza fisica a una spiccata propensione per l’arte e la capacità di manipolare la realtà attraverso essa. Infine c’è una stirpe che nessuno conosce e dalla quale è stata generata nel sangue Belladore de Lanchale.


DebsTra i vampiri più affascinanti vi è senza dubbio Belladore de Lanchale, la bellissima cortigiana che ha messo in pericolo le vite di Axel ed Eloise, creando tra i due innamorati una zona d’ombra nella quale è quasi impossibile addentrarsi. Tuttavia su di lei non sappiamo molte cose; vorresti dirci qualcosa in più sulle sue origini e su chi era prima di diventare un vampiro?
Vy: Di Belladore de Lanchale si sa davvero pochissimo, io stessa ignoro molte cose del suo passato e dovrei, con pazienza, ricostruirla. La linea di sangue a cui appartiene è sconosciuta, con ogni probabilità estinta o dormiente da millenni, forse originaria di quello stesso Principato di Lanchale che lei ha lottato per restaurare fino all’ultimo istante. I suoi poteri sono nebulosi, poco definiti seppure micidiali ma in un certo qual modo potremmo essercene fatti un’idea: può manipolare le menti, colpire attraverso il sonno quando la mente umana è più vulnerabile provocando anche lesioni fisiche e conserva una certa affinità con le creature del Presidio che, la sua casata, ha comandato ai primordi del Continente. Sappiamo che è stata una cortigiana dedita alla politica per quasi tutta la sua esistenza, di quello che fosse in vita lascia intuire pochissimo posso solo supporre che abbia vissuto reclusa, quasi prigioniera, per molto tempo e che abbia subito molte privazioni. Una delle sue abitudini, infatti, è collezionare oggetti più disparati secondo una logica che soltanto lei conosce e con una certa predilezione per gli oggetti riconducibili al gioco: carte, astragali, dadi, tessere, scacchi.

DebsIn passato ci hai già raccontato l'origine dei Blackmore, ma ci chiedevamo se anche le altre stirpi avessero un capostipite e, in caso di risposta affermativa, se tu potessi dirci qualcos’altro a questo proposito.

Vy: Nell’Ordine della Spada mi sono riferita ai vampiri così:
 
Risorti dalle tombe, si erano reincarnati nella morte e non nella vita guadagnandosi in terra l’anticipazione della condanna al fuoco eterno cui erano sfuggiti nell’aldilà. La loro struttura fisica era diversa da quella umana, non fatta quindi a immagine e somiglianza di Dio, la loro immortalità contravveniva all’ordine naturale della vita e della morte, la loro impossibilità a concepire ne faceva mostri in antitesi col dettato delle Scritture.
 
Da questo si può desumere che, come gran parte di ciò che esiste o è accaduto nel Continente, ha un’origine antica e leggendaria, nascosta dietro simboli che non sempre è facile interpretare. Credo che ogni Linea di Sangue si origini da fattori diversi, quella di Blackmore è divina, altre possono essere il risultato di un’evoluzione, altre ancora di un esperimento o di una maledizione, altre infine generarsi da figure i cui nomi sono racchiusi da qualche parte nei luoghi dove si conserva la memoria storica del Continente, le Biblioteche dello Studium per esempio.

Grazie Vy per questa intervista e per la tua disponibilità! Per finire vi riporto un piccolo estratto in tema, preso dall'Ordine della Spada:

L'uomo vedendole rallentò il passo e gli occhi, persi in qualche visione estatica in cui il divino e l'isterismo si combinavano, acquistarono un barlume di lucidità. Considerò le due ragazze nella divisa studentesca, una bionda e l'altra bruna, entrambe pallide nella luce bassa delle lanterne, poi lo sguardo gli cadde sul selciato, ai piedi di Christabel.
Sulle pietre grigie umide di nebbia viscida e del ricordo di qualche pioggia o scolo di acque domestiche non appariva alcuna ombra.
Stirpe Von Karnstein, priva di ogni tipo di riflesso.
Eloise vide le labbra dell'uomo muoversi e formulare un'unica parola: ritornata, il termine che il popolo usava per indicare coloro che erano tornati dalla morte.

Come vi dicevo vi ripongo le tappe dello speciale nel caso ci sia qualche nuovo fan della serie che non lo conosceva!

Intervista a miaomimi - EFP

Le ambientazioni

Lo Studium e le Confraternite

I Vecchi Culti

Le Fiabe Oscure

Stirpi di Vampiri

Intervista ai ragazzi del GDR

Se scoprite qualcosa di nuovo, mi raccomando, commentate!

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