Spazio Italia #3

E con estremo ritardo da parte mia, eccomi di nuovo a segnalarvi una promettente storia, tutta italiana, scritta da Valentina Barbieri e autopubblicato.
Pronti a scoprire se l'amore può superare le prove del tempo e della morte?

Genere: Urban Fantasy
N° pagine: 280 
Trama: Ondine è una giovane sensitiva in grado di percepire una dimensione in cui gli spiriti vagano, anelando il modo per tornare nel mondo dei vivi.
Cercando una spiegazione razionale e scientifica, Ondine, insieme all’amico Francesco, indaga su eventi paranormali.
La verità inizia a venire allo scoperto quando a Londra incontra Benjamin Law, un giovane e affascinante prete in grado di passare dall’Altra Parte. Grazie a lui, Ondine viene a conoscenza di oggetti posseduti e assiste a un terribile esorcismo.
Le informazioni su un antico Ordine dei Guardiani portano Ondine e Benjamin a Praga, alla disperata ricerca di Lysandra Novacek, l’ultima discendente della famiglia a capo dell’Ordine.
Tra spiriti e luoghi antichi, Ondine viaggerà per l’Europa, affrontando le sue più grandi paure, compresa quella di un amore così forte quanto impossibile. Chi sono i Guardiani dei Portali e perché l’Ordine si è sciolto dopo la seconda guerra mondiale? Cosa si nasconde dentro la dimora di Hasdeu, filosofo e politico romeno della fine dell’800?
Come si sconfigge chi è già morto?
“Quando attraversi le porte che separano il mondo dei vivi da quello dei morti,
devi essere sicura di poter tornare indietro…”

Letto recensioni davvero entusiaste e quindi non vedo l'ora di iniziare anche io questo nuovo romanzo. Quindi arriverà la recensione, tenete gli occhi aperti!
E voi? Cosa ne pensate? Per farvi un idea qui sotto troverete un piccolo estratto. Buona lettura!
     «La camera di Kirlian. In realtà è stato dimostrato che l’effetto era attribuibile alla temperatura, all’umidità residua e al fatto che i due coniugi russi utilizzassero un apparecchio fotografico a elevato campo elettrico» lo contraddico, cercando di risultare meno saccente possibile.
Leonardo pare impressionato. «Sai un sacco di cose! E queste aure come le vedono i sensitivi?»
      Tossisco un poco, per mandare giù il fastidioso sapore del rhum. «Dicono che nell’aura si manifestano i nostri sentimenti ed emozioni. Colori diversi...» spiego, spostando d’istinto l’occhio sulla coppietta che si sta baciando appassionatamente: intorno a loro un’aura rossa e forte si espande. «Nella medicina tradizionale orientale, alcuni mistici sostengono di poter curare il malato guardando solo la sua aura. Quella di una persona sana è costante lungo tutto il perimetro del corpo e cambia colore a seconda dello stato emotivo. Mentre quella di un malato è diversa...»
     Mi interrompo all’istante, mentre un ricordo si fa strada nella mia mente. Avevo appena compiuto sedici anni e, tornata da una serata al bar con gli amici, vidi per la prima volta l’aura di mia madre. Mentre Daniela mi sgridava per il mio stato d’ebbrezza, io non potevo fare a meno di notare la luce frastagliata intorno al suo corpo. Così tenue, così traballante, come una candela alla fine dello stoppino. Interruppi il suo monologo sulla punizione che mi spettava e le chiesi se stava bene.

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