Senza titolo #1

In questo momento dovrei essere a disegnare ma so che, se non colgo l'attimo, questo post non vedrà mai la luce. L'ho scritto e riscritto un'infinità di volte nella mia mente ma le parole sono sempre rimaste pensieri senza ragione.
Probabilmente nelle righe che seguiranno ci saranno un sintassi in vacanza prolungata, ripetizioni infinite,  tesi e controtesi che coesistono (del resto non ho mai preteso di essere coerente, sono così e basta), intermezzi puramente senza senso e vi via di questo passo. Insomma, sarà un bel post in stile flusso di pensieri, in cui perderò sicuramente il filo del discorso.

Vi siete mai chiesti quanti tra blog e forum letterari esistano in Italia, il paese in cui la media di lettura è di un libro all'anno? Senza ovviamente contare le pagine e i gruppi su Facebook, i blog degli scrittori, ecc. Ve lo dico io, un'infinità. Sono rimasta sconvolta quando me ne sono realmente resa conto - ho sempre saputo che fossero molti ma la reale mole andava oltre i miei sogni più sfrenati.
Diretta conseguenza di ciò è che se molti sono accomunati da una stessa passione per un tal genere, per altrettanti equivale alla peste, cosa è più che giusta sennò ci ritroveremo che la media di lettura è solo di un libro perché solo quello esiste e null'altro. Quindi è normale cosa che in un luogo di discussione possano venir fuori dibattiti tra le due parti, a favore o contro un dato genere (o autore, stile, font o quant'altro vi venga in mente).
Leggere - partecipando o no - queste discussioni è spesso interessante e capace di mostrare un lato che fino a quel momento non si era visto. Sappiamo tutti che ogni libro ha diversi aspetti e spesso i lettori decidono di concentrarsi su uno, discriminando gli altri (Non ditemi che non l'avete mai fatto, nel bene o nel male, neanche una volta, perché non vi credo).
Ma quando la cosa diventa, o peggio ancora, parte direttamente come insulto pendo le staffe.

Probabilmente a breve farò di tutta l'erba un fascio ma sono davvero stufa.


Se siete su Facebook e la vostra bacheca è foderata di notizie inerenti libri e scrittura sicuramente avrete un amico che si è iscritto, se non lo siete voi stessi, allo spotted (che non sapevo cosa fosse fino a una settimana fa) inerente il mondo dei libri. Quando l'ho visto mi è sembrata una splendida idea, una cosa simpatica, ma dopo neanche una giornata l'ho eliminata.
Insulti, su insulti - si ci sono anche spot giusti e interessanti - ma la gran parte è composta da insulti. Sarò sensibile io, ma credo che si tratti solo di educazione non ingiuriare le persone perché non si è d'accordo con una loro scelta. Si più dirlo, anche con toni accessi, ma senza insultare chi hai "davanti". 
Credetemi lo so bene com'è sentirsi insultare ripetutamente per una scelta ritenuta sbagliata - in questo caso l'università di architettura fa miracoli - e sentire la stessa cosa detta in toni civili. Vi garantisco che nella seconda situazione una persona prende molto più in considerazione ciò che gli viene detto anche se risponde... Nella prima pensa solo agli insulti con cui ribattere per difendere il suo pensiero (anche se poi non dovesse dirli o scrivere).

Ma quello che davvero mi ha fatto incavolare è stato un messaggio (ultimo di una lunga serie) contro un determinato genere che sta arrivando in Italia. Tutti noi sappiamo a cosa mi riferisco, così come sappiamo che l'editore ha un unico scopo, fare soldi - piacerebbe a tutti che fossero enti benefici il scopo fosse portare nelle nostre case tutti i libri di questo mondo - e come tale cerca i libri che più hanno probabilità farglielo raggiungere (poi a volte ci riesco altre no, mi sembra ovvio).
E ovviamente le "mode" cambiano.
La prima che io ricordi è stata quella a seguito dell'uscita di Twilight. Ora, non voglio inoltrarmi sugli aspetti di questo libro e di quelli che sono seguiti, ma voglio dire una cosa. Anzi, forse due o tre.
(Considerate che da quindi in poi mi sto riferendo a chi ora ha tra 18 e 25 anni).
Per prima cosa, fermatevi un attimo e pensate a quanti amici - che conoscete di persona - hanno letto tutti gli Harry Potter. Se siete più fortunati di me saranno molti, di mio ne conosco tre. E aumentano ben a quattro, toh cinque, se considero chi li ha letti dopo dopo moltissimi anni. Ci sono ovviamente molti che ne hanno letti un po', magari i primi e poi hanno visto i film o viceversa.
Invece ora pensate ragazze - qui mi rendo conto di rivolgermi soprattutto a ragazze - in quanti hanno letto Twilight. Io arrivo alla decina tonda tonda. Straordinario vero? Per quanto tutto il mondo editoriale sia concorde - me compresa - che HP sia nettamente sopra all'altro, il vampiro sbrilluccicoso è molto più letto (non ho idea di come sia la condizione al di fuori dell'Italia per cui mi riferisco al nostro bel paese).

Dove voglio arrivare? Per quanto possa essere o no un bel libro, che dica una cosa invece di un'altra, che abbia principi e valori condivisibili o no, Twilight ha fatto leggere anche chi non lo faceva prima, perché la metà di quelle dieci persone prima non leggeva assolutamente nulla.
E di questo non può che essere meritevole.
Ditemi, voi come avete iniziato a leggere? Cosa vi ha spinto a prendere in mano il primo libro e trovarne ciò che amante dentro?
È stato vedere uno o entrambi i genitori che leggono, un insegnate o un professore che ne parlava con tale entusiasmo da volere provare la stessa emozione, un amico, uno parente o qualcun altro? Perché è in dubbio che se nessuna di queste cose è accaduta al 90% non avete sviluppato un passione per la lettura, come avreste potuto (poi magari è accaduto ma ci sarà sempre qualcosa che vi ha fatto scattare quella gioia di avere tra le mani un nuovo libro).
E se questa cosa fosse l'amore? Il sogno che pur non essendo nulla di speciale qualcuno può amarti?

Questa serie nascono tutti i libri del filone Young Adult, più o meno arrabattati, più o meno belli e scritti bene, più o meno profondi ecc, che ancora adesso invadono le librerie
E, abbiate pietà di quello che sto per dire, questi libri sono adatti per i lettori a cui sono rivolto. Con questo NON voglio dire che un libro per ragazzi debba essere scritto male, che debba per forza avere le caratteristiche tipiche del genere e sopratutto che si debba leggere solo quei romani. NO. Dico che ogni persona avrà una storia che toccherà la sua personalità, il suo modo di essere, i suoi sogni, e tutto questo dipenderà da com'è, da come è venuto in contatto con i libri e dalla sua vita in quel momento. E le sue scelte non vanno criticate per questo!
Quando lessi Twilight lo amai ma dopo sei anni so bene che quel libro ora, non mi direbbe nulla, o meglio non mi darebbe quello di cui ho bisogno quando leggo in questo momento. Spero di essermi spiegata e che la cosa abbia un minimo di senso.
Chi leggerà a dieci anni Guerra e pace - sto sparando un titolo a caso - e troverà in questo un libro adatto a se ovviamente non andrà a leggere di vampiri e altre creature. Così come chi è femminista convita - qui sto facendo di tutta l'erba un fascio ne sono cosciente, ma voglio intendere chi crede fermamente che la donna debba salvarsi da sola ed essere assolutamente autosufficiente in ogni cosa - non andrà a leggere una storia d'amore dopo il lui di turno è "più forte" della lei.
Per me sarebbe inutile, per non dire una sofferenza, leggere un libro che tratta la condizione della donna in oriente: è qualcosa che merita, che VA raccontato e descritto, ma non è quello di cui ho bisogno e voglia quando leggo. 

E come dicevo i libri hanno un target di persone a cui sono rivolti, quindi ci si può ben aspettare che gran parte dei suddetti lettori abbia bisogno di qualcosa di diverso man mano che gli anni passano e la loro vita cambia: possono cambiare decisamente genere avendo scoperto qualcosa di nuovo, possono smettere di leggere, o possono aver bisogno di libri in cui si riconoscono. E da qui partiamo con il discorso del New Adult.
È palese che se continui a sognare un amore che difficilmente arriverà ma ormai sei nel mondo del lavoro non puoi provare lo stesso piacere nel leggere di problematiche coppiette di liceali come una volta. Quindi cerchi qualcosa di più vicino alla tua condizione, ossia questo nuovo genere che sembra scandalizzare gli animi femministi. 
Ribadiscono nuovamente il concetto chiave di questo lunghissimo discorso sconclusionato: se non ti piace il genere, non è quello che cerchi, se non condividi nulla di quello che c'è scritto, è INUTILE che butti via i soldi per questi libri. Ma soprattutto non tirare fuori la violenza e il maltrattamento delle donne. Cerca di distinguere tra quello che c'è scritto dall'inizio alla fine del libro e quello che è vera violenza per tutta la vita. Quei libri sono storie d'amore (avviso che chiunque commenti e prova a dire malate verrà cancellato senza alcun rimpianto e senso di colpa. Mio blog, mie regole), che possono avere inizialmente dei comportamenti sbagliati ma che si concludono con rapporti paritari, dove i due protagonisti si amano. 
Forse è questo l'atroce peccato di questi libri? Un amore profondo che mette davanti l'altra persona prima di se stessi? Anche se si è ricambiati allo stesso modo?

So bene che nella realtà le cose non stanno così, ma confido che una donna distingua la violenza gratuita, che sappia difendere le sue scelte e un uomo comprenda gli errori e l'orrore in quello che fa. 
E i libri sono la speranza che le cose sbagliate si aggiustino. Questo poi è il mio punto di vista, a voi il vostro.

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