Il mondo de Il Trono di Spade di Chiare Poli

Recensione di Ekathle
Genere: Saggio, Fantasy
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 7 Aprile 2015
N°pagina: 280
Trama: LA PRIMA GUIDA COMPLETA ALLA SAGA CHE STA SPOPOLANDO IN LIBRERIA E IN TV.
Che cosa significa il meta-lupo degli Stark e perché la simbologia animale è così presente? Chi ha ispirato gli Immacolati? E la piramide di Meereen? Cosa è stato cambiato nella trasposizione della saga in serie tv? Lo spiega questo libro che esplora a fondo i Sette Regni, ricostruisce le leggi non scritte, descrive i retroscena narrativi e racconta la storia dei personaggi più amati, da Tyrion Lannister a Daenerys Targaryen, la madre dei draghi. E rintraccia le insospettabili fonti storiche e letterarie (dalla Guerra dei Cent’anni alla Divina commedia) perché, come dice George R. R. Martin, tutte le idee sono cheap, è l’esecuzione che conta.
Eccomi di nuovo qui a ribadire come tutto ciò che ha a che fare con “Il Trono di Spade”, sia anche una orribile calamita da frigo con la faccia di Joffrey, riesca a trovare uno spazietto nel mercato. Ormai rischio di diventare noiosa a ripeterlo, quindi andiamo subito al sodo.
“Il mondo del Trono di Spade”, di Chiara Poli, è un onesto saggio – riassunto su tutto quello che è successo nelle quattro stagioni passate sugli schermi (anche se non è divertente come i Riassuntoni del DocManhattan, dateci un’occhiata perché sono fenomenali).
Già da qui si intuisce quanto la serie tv stia diventando indipendenti dai libri da cui trae origine, e del resto è qualcosa che ci si poteva aspettare.


In questo modo, si amplia molto di più la fascia di lettori, e di vendite, perché è specificato che nessun avvenimento importante che non sia ancora andato in onda verrà spoilerato. Nota di un lettore: non serviva tanta pena, non succede granché ne “La danza dei draghi”.
Ad ogni modo, è una lettura piacevole, con curiosità e qualche nozioncina interessante, soprattutto verso la fine. L’inizio, va detto, è un evitabilissimo pistolotto sulle Case e sull’ambientazione generale: lo sanno anche le pietre qual è il motto degli Stark, o che i Targaryen hanno i draghi. Lo hanno già detto le ultime, vediamo un po’, diecimila guide sul Trono di Spade. Ma pazienza, repetita iuvant (nel mio caso, repetita stufant e infatti sono andata via dritta).
La Parte Quinta è sicuramente la migliore, quantomeno perché racconta qualcosa di nuovo. In genere, quando leggo mi faccio trasportare dalla storia, e non bado troppo ad eventuali riferimenti sottintesi. Una volta terminato il romanzo, però, è interessante anche andare a scavare un po’ sotto la superficie.
A parte questa sezione, però, è quasi tutto già detto. Le riflessioni sugli eroi, su luci ed ombre dei personaggi, sulle donne della saga, e più in generale sulle tematiche, sono le stesse del libro “La filosofia del Trono di Spade – Etica, Politica e Metafisica” di Henry Jacoby, che però ci aggiunge anche un bel malloppo di nozioni filosofiche. L’analisi della Poli è più simile a quelle che si trovano sulle antologie delle scuole superiori: molto lineare, senza troppi concetti complicati. Questo libro è sicuramente più leggero, di più facile lettura, scritto bene; si vede che l’autrice si è documentata e ha fatto una buona analisi sia dei romanzi sia della serie tv, un lavoro non da poco vista la mole di materiale che gira attorno al Trono di Spade. Ciononostante, mi spiace dirlo, il risultato è una zuppa riscaldata. Una buona zuppa, eh, ma pur sempre qualcosa di già assaggiato.

In definitiva, Chiara Poli ha fatto un lavoro più che dignitoso, che consiglio a chi non ha mai letto nessuna opera di carattere saggistico sul Trono di Spade. Darò tre stelline e mezzo, principalmente per le curiosità nei box in corsivo e la parte del simbolismo. Tutto il resto si fa leggere abbastanza bene e si fa dimenticare ancora meglio.


P.S. Anche se le mie recensioni sono pressoché monotematiche, leggo molto altro. A giorni finirò il secondo libro della serie “The Dark Lord’s Handbook”, che purtroppo la Fanucci ha interrotto dopo il primo volume. Gran bel libro, peccato. Può essere che ci scappi la recensione di entrambi ☺

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