Made in Italy #15

Buongiorno!
Oggi è lunedì (diciamocelo tra noi, andrebbe abolito l'inizio settimana!) e quale modo migliore di affrontarlo se non con la proposta di un libro tutto italiano?
Ho avuto modo di iniziare a leggerlo giusto ieri sera e che dire… davvero bello! Sento che sto per promuoverlo a pieni voti :3
Quindi ve lo consiglio super caldamente!

Titolo: D'amore e di ventura
Autore: Elisabetta Bricca
Editore: Selfpublishing
Pagine: 237
Ebook: € 2,68
Lo trovate su: Amazon
Trama: Italia 1438. Cesare Mocenigo è un capitano di ventura, nobile, scaltro e affascinante. Viola Ripamonti Sforza è la bellissima e coraggiosa nipote del suo peggior nemico. Eppure, benché il dolore lo abbia reso un uomo tormentato e pericoloso, quando la incontra Cesare comprende di avere ancora un'anima. E insieme a lei, sullo sfondo dell'aspra guerra tra Venezia e Milano, tra le battaglie, gli intrighi e lo splendore del Rinascimento, sarà protagonista di una struggente storia di passione e redenzione, in una lenta risalita verso la luce durante la quale tutto può accadere, se a comandare è il cuore.
Non vedo l'ora che arrivi questa sera per continuare la lettura!
Vi lascio con un estratto appena condiviso dall'autrice sulla sua pagina facebook, mi raccomando passate e sostenete questo gioiello della letteratura italiana!


    «Capisco, ma dovete darmi ancora un valido motivo per ascoltarvi. Perché dovrei aver voglia di scoprire il vero Cesare? Ammesso che ce ne sia uno?»
    «Perché io sono il vostro destino e il padre di Jacopo.» Con un gesto della mano ordinò ai servitori di sparire.
    I mori si ritirano in silenzio nel bosco e Viola si chiese, stupita, se un rifugio fosse nelle vicinanze.
    La possente mole di Cesare le coprì all'improvviso la visuale.
    Le stava davanti, i capelli neri scompigliati sul collo e la camicia aperta che lasciava intravedere il torace coperto di cicatrici.
    Viola deglutì a fatica, inebriata dall'oscura sensualità che lui emanava e che sembrava permeare ogni fibra del suo essere.
    Cesare l'afferrò per le spalle e la tirò in piedi, spingendola contro il tavolo. «Maledizione! Come devo dirvi che sono pazzo di voi e che mi avete tolto il sonno e la pace?» Ansimava, le splendide labbra appena dischiuse.
    Viola si impresse nella mente ogni particolare di quel momento. Cesare era selvaggio. Semplicemente meraviglioso. Se lei avesse allungato una mano e lo avesse sfiorato... solo quello sarebbe bastato a farla precipitare nel gorgo della passione. Ma non poteva dargliela vinta, non cosi facilmente, non senza avergli dimostrato di non essere un semplice capriccio.
    Sollevò il mento in tono di sfida e fu un grave errore, perché lui le chiuse il volto tra le mani e la baciò.
    Passione, dolore, rabbia: quel bacio era tutto quello e anche di più.
    Viola rispose d'istinto con un trasporto che non avrebbe mai creduto possibile, conficcandogli le unghie nelle spalle, lasciandosi trasportare nell'incantesimo in cui solo Cesare sapeva trascinarla.

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