Quando il diavolo mi ha preso per mano di April Genevieve Tuckolke

Buongiorno lettori!
Oggi avrei voluto presentarvi una recensione entusiastica su un'uscita che aspettavo da mesi e anche più. Come forse accade in questi casi l'aspettativa per un libro è troppo alta e la delusione è dietro l'angolo.

Titolo originale: Between the Devil and the Deep Blue Sea
Serie: Between, n°1
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Data di pubblicazione: 15 aprile 2014
N°pagine: 264
Trama: Nel paesino di mare dove abita Violet White non succede mai niente... fino a quando River West non affitta la casetta dietro la sua e incominciano ad accadere cose inquietanti. River è soltanto un bugiardo dal sorriso irresistibile e un passato misterioso? O dietro i suoi occhi ipnotici si nasconde qualcos'altro? La nonna di Violet l'aveva sempre messa in guardia dai giochi che sa fare il diavolo, ma lei non aveva mai pensato che potesse nascondersi dietro un ragazzo dai capelli scuri che si appisola in giardino, adora il caffè e ti fa tremare di passione.
Appena ho avuto questo romanzo tra le mani ho accantonato tutte le altre letture e mi sono dedicata a questa. Avevo sentito parlare benissimo di Between the Devil and the Deep Blue Sea e letto altrettante recensioni a cinque stelline da non avere dubbi su questo libro.
Evidentemente, però, ero troppo sicura.
Mi sono bastate poche pagine per capire che non era quello che mi aspettavo: io sono un'amante dei libri descrittivi, anche quando lo sono quasi troppo, e quando mi trovo davanti libri scarni immancabilmente finisco per restarne delusa.
Perché Quando il diavolo mi ha preso per mano poteva essere un libro assolutamente magnifico, unico, coinvolgente e che crea dipendenza.
Ma gli manca la sostanza.
In un paesino affacciato sull'oceano Violet White e il suo gemello Luke vivono da soli malgrado la giovane età nella grande casa padronale. I genitori partiti mesi prima per l'Europa in cerca dell'ispirazione per la loro arte, li hanno lasciati soli e con le finanze a zero, quindi per superare l'estate mettono in affitto la dépendance di Candalù (la grande casa di famiglia).
Ad affittarla è un ragazzo, altrettanto giovane, che sembra essere appena arrivato in paese: River West.
E insieme a lui iniziano ad accadere strani avvenimenti: una bambina sparita e i suoi compagni che danno la caccia al Diavolo nel cimitero; una donna bruciata sul rogo come fosse una strega in un paese vicino; il suicidio in mezzo alla piazza di un uomo.
Come potete capite questo non sembra un libro per un pubblico giovane… dire che mi ha impressionato è poco. È violenza, violenza gratuita e senza ragione. 
Oltre a questo, accade tutto rapidamente, - troppo - , e spesso gli avvenimenti e le scelte - mi piange il cuore dirlo - ma sembravano prive di senso, messe solo per dar seguito alla violenza sopra citata.
Quindi, a conti fatti sono delusa da questo romanzo. Spero di essere stata solo io a non apprezzare questo romanzo - non era il libro, non era il momento giusto - e che voi riuscirete a vedere la bellezza che a me è stata negata dai miei pregiudizi e i miei pensieri. Lo spero con tutto il cuore.
Dategli una possibilità e poi tornate a dirmi cosa mi sono persa!

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