Tra parole d'inchiostro. Capitolo primo

Capitolo primo


I paesini di campagna, si sa, sono tutti uguali: una chiesetta dal tetto rosso, la piazza del mercato, vicini amanti dei pettegolezzi, giardini ben curati, un pub con un bancone di legno e una piccola libreria.

Alzando lo sguardo dal computer al suono delle campanelle, la ragazza sorrise a Mrs. Canson che entrava reggendo la borsetta di perline coordinata al cappellino appoggiato sui capelli grigi.
«Buongiorno Miss Myra,» salutò con voce squillante, «ha bisogno di me oggi?»
«Buongiorno. No, oggi dovrei essere in grado di cavarmela da sola. Se vuole rimanere, però, sono arrivati dei nuovi libri.» rispose con un sorriso, «È arrivato l'ultimo libro di Diana Palmer»
Gli occhi di Mrs. Canson si illuminarono e in breve il familiare sottofondo di libri sfogliati si diffuse nella libreria. Non erano molti i frequentatori della libreria Tra Parole d'Inchiostro: qualche ragazzo che spaziava da Siddartha all'ultimo numero di rat-man; Mrs. Canson, che oltre ad occuparsi della libreria quando Myra aveva lezione all'università conosceva ogni libro romantico; Mr. Oliver appassionato di cucina e pochi altri, per lo più occasionali lettori in partenza per un'esotica vacanza.
Concludendo l'aggiornamento del catalogo, Myra si alzò ed iniziò a camminare tra gli scaffali. La mattinata si prefigurava tranquilla come sempre; solitamente era il pomeriggio che vedeva più clienti avventurasi tra le antiche librerie lignee.
Trovando il libro che cercava, Myra lo prese e si sedette su una poltroncina li vicino immergendosi nella lettura. Poltrone, divanetti e pouf erano sparpagliati in punti strategici tra gli scaffali, permettendo a chi lo desiderasse di sedersi e leggere con tranquillità il libro appena acquistato.
Per accogliere al meglio i clienti, Myra preparava inoltre anche dei dolcetti ogni settimana, cosicché il profumo dei libri si mischiava a quello della cioccolata o della cannella. Per lei quello era divenuto il profumo di casa.
Il tempo iniziò a scorrere attorno alla ragazza mentre veniva trasportata via in avventure, amori, fughe tra le pagine del libro. Interrompeva la lettura quando arrivava qualcuno ma poi vi si reimmergeva quando il cliente usciva con un libro sottobraccio e in bocca il sapore di torta.
Quando ormai la giornata era scivolata e le luci della libreria erano rimaste le uniche a illuminare la strada - Mrs. Canson era andata via ormai da molto e il pomeriggio si era perso nella lettura - le campanelle della porta tintinnarono, accogliendo chi stava entrando. Fuori, per non tradire le aspettative di una tipica giornata autunnale, una pioggia intensa e continua cadeva ormai da ore senza accennare minimamente a smettere, mentre il cielo era passato da grigio a nero con lo scorrere delle ore.
Alzandosi dalla poltrona in cui si trovava, Myra si affacciò dagli scaffali andando incontro all'ultimo cliente della giornata. «Buona sera! Posso aiutarla?» chiese sfoderando un sorriso.
L'uomo davanti alla porta stava valutando le condizioni dei suo vestiti ormai zuppi mentre gocciolava all'ingresso. Il cappotto scuro che indossava era coperto di gocce che rotolavano inesorabilmente verso il pavimento di legno scuro mentre il borsalino veniva agitato nella speranza di asciugarlo prima di appenderlo al porta abiti li a fianco.
«Spero proprio di si» rispose l'uomo passandosi una mano tra i capelli e alzando finalmente lo sguardo verso di lei. La prima cosa che Myra decise era che adorava il modo in cui arrotava la erre. La seconda che era uno splendido esempio della categoria maschile. «Mi scusi per l'acqua ma il mio ombrello ha optato per il pensionamento anticipato mezz'ora fa... E pensare che l'avevo appena preso.» Sorrise scuotendo la testa e una piccola fossetta fece capolino sulla sua guancia destra.
Forse mi sono addormenta su uno degli amati romanzi di Mrs. Canson, pensò cercando di non avvampare. Ovviamente sentì subito le guance scaldarsi.
«Non si preoccupi. Mi dica, cosa le serve?» domandò nuovamente Myra mentre si avvicinava per salvare i romanzi su un tavolino dall'acqua e sperando di evitare il suo sguardo finché non si fosse ricomposta.
«Un aiuto» disse lui sorridendo. «Mi sono appena trasferito, sa nella vecchia villa fuori città.»
«La villa di Mr. Prince? Quella lì?» disse sorpresa Myra. «Dio, quant’era insopportabile quell’uomo!»
Il giovane davanti a lei sorrise ancora di più. «Proprio lui, William Prince era mio zio. Sono James Prince, piacere.»
Myra sperò ardentemente che il pavimento si aprisse sotto di lei e la fagocitasse. Puntualmente le sue aspettative non furono rispettate e si ritrovò a balbettare scuse, rossa in viso e le braccia cariche di libri.
«Si calmi! Ha perfettamente ragione riguardo a mio zio. Era un insopportabile individuo, sempre pronto a criticare, additare e a rovinare la vita delle persone… lo incontravo solo alle riunioni di famiglia e tanto mi bastava. Per cui si tranquillizzi, è stata fin troppo gentile nel giudicarlo.» disse James salvando la ragazza dall’imbarazzo. Era certo che in ogni caso non si fosse accorta di chi realmente fosse. «In ogni caso sono venuto qui perché mi hanno indicato lei quando ho chiesto se c’era qualcuno disposto a catalogare i libri che hanno lasciato mio zio e i miei genitori.»
«È una biblioteca molto vasta? Tra gli studi e il lavoro qui in libreria non so quanto tempo potrei dedicarle.» rispose Myra mentre sperava che si trattasse di una collezione di libri vasta - adorava catalogare i libri - e che lui si offrisse di darle una mano ogni tanto.
«In effetti parliamo di un numero considerevole di libri. Mio zio era un collezionista come sa e aveva il suo catalogo, ma dopo la sua morte non siamo riusciti a trovarlo, quindi serve che qualcuno lo rifaccia. Però non c’è nessuna fretta: essendo l’unico nipote non ci sono problemi di eredità e cose simili.» James si concesse di guardare la ragazza davanti a se. Decise che non poteva avere più di vent’anni, anche se ne dimostrava meno e gestiva una libreria sua: probabilmente era l’attività dei genitori e lei era cresciuta tra quegli scaffali.
«Magari potrei venire a vedere un po’ quali sono le condizioni e dopo le saprei dire. Può andarle bene?» chiese Myra mentre il cuore le batteva forse nel petto. La giornata malinconica si stava trasformando in qualcosa che il suo cuoricino non avrebbe retto: una caterva di libri da catalogare e un bel ragazzo sulla porta della sua libreria che le parlava.
«Sarebbe perfetto. Può venire già domani?» chiese lui.
Myra si avvicinò alla cassa e vi scaricò i libri che teneva in mano. Prese l’agenda e controllò: «Domani posso solo sul tardi, però posso venire la mattina successiva. Va bene?»
«Ottimo! Ecco questo è il mio numero. Mi chiami quando sta arrivando» le disse tendendole un biglietto da visita. Il suo sguardo cadde sullo stand dei segnalibri li vicino. «Chi li ha fatti?»
«Io» rispose Myra mentre lo guarda scegliere l’ultimo che aveva fatto.
«Posso prenderne uno?» chiese James. Quando la ragazza annuì sollevò quello che aveva catturato il suo sguardo. «Sono pienamente d’accordo con quello che dice.»
La persona che conosce e ama i tuoi stessi libri possiede la mappa per il tuo cuore.
«Arrivederci signorina» disse chiudendosi la porta alle spalle.
Solo quando Myra si riprese e guardò il biglietto che le aveva dato realizzò chi fosse.

James Prince
Scrittore

Era l’autore dei libri che teneva tra le braccia.

***

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2 commenti :

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  1. come inizio non c'è male, èscritto anche bene... a quando i prossimi capitoli?

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    Risposte
    1. Il prossimo capitolo arriverà probabilmente a metà febbraio dopo gli esami ma non è assolutamente detto! Per lo più dipende dall'ispirazione del momento ^_^

      Elimina

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