La canzone magica di Shannara di Terry Brooks

Buongiorno lettori!
Pronti per una nuova recensione? Anche questa aspettava solo un momento per essere pubblica e finalmente ci sono riuscita!

Titolo originale: The Elfstones of Shannara
Serie: Shannara n°3
Genere: Fantasy
Target: Young Adult
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 1986
N°pagine: 478
Trama: I popoli delle Quattro Terre sono ancora una volta in pericolo. Su di loro incombono le oscure e terribili maledizioni tramandate dall'Ildatch, il libro della magia nera. C'è solo una speranza: la "magia fatta di parole" custodita da Brin Ohmsford, la figlia di Wil. Il Druido Allanon, protettore delle Razze, ha bisogno del suo aiuto per ingaggiare questo nuovo combattimento contro il Male. E contro un'antica profezia di sventura che promette per Brin un destino ben peggiore della morte…
Per chi non conoscesse la serie di Terry Brooks - come me del resto qualche tempo fa - deve sapere che malgrado l'impianto diciamo classico di un fantasy ricco di volumi su volumi non si tratta di una singola storia come ad esempio la Ruota del Tempo ma di moltissime, tutte collegate tra loro perché si susseguono le vicende delle generazioni Shannara, dagli ultimi come Wil al capostipite Jerle.
Ma l'avventura de La canzone magica è solo la terza scritta dall'autore e dopo Shea e Wil tocca ai suoi figli, Brin e Jair a salvare le Quattro Terre.
Come prima cosa devo dire che le apparizioni di Allanon portano davvero tanta sfiga. Fossi in voi spererei di non avere sangue Shannara nelle vene quando è nelle vicinanze.
Detto ciò, questo romanzo mi è piaciuto un filo meno di quello precedente. Sono passate tre generazioni da quando Shea Ohmsford ha sconfitto il Signore degli Inganni nella Seconda Guerra delle razze e il male è sparito dalle Quattro terre. O almeno tutti ne sono convinti. Perché dopo la morte e la rinascita dell'Eterea, la minaccia sventata dei demoni, tutto sembra rincominciare con un oscuro potere sorto nelle lande più desolate dei regni. (Vi suona famigliare la cosa?)
Fatto sta che il nostro Druido ancora una volta si trova impossibilitato a risolvere il problema da se perché solamente la canzone magica, la magia della giovane Ohmsford, può permettere di penetrare all'interno del regno dove la fonte di questo potere malvagio si trova.
Si direbbe che sia quindi Brin la protagonista di questa avventura, insieme al principe di Leah Rone, invece ho avuto che molto più spazio fosse riservato a suo fratello Jair. Entrambi i figli di Wil possiedono la magia ma se quella della figlia maggiore trasforma la realtà, quella del ragazzo crea solamente illusioni.
Per tale motivo Jair era stato lasciato a Valle d'ombra senza nessun ruolo in questo nuovo salvataggio: ma fin da subito le cose precipitano e anche lui si ritroverà immischiano negli avvenimenti che stanno per portare alla distruzione delle Quattro Terre.
Forse la meno originalità di questo romanzo negli elementi "base" (i protagonisti giovani, la presenza di una compagnia e della figura autoritaria che a un certo punto non può più proseguire con loro) mi ha fatto storcere il naso e ritenere più azzeccato un ordine che vedesse prima svolgersi le vicende de Le pietre magiche e poi quelle della Spada e della Canzone. Sono rimasta anche delusa dalla riproposizione dello stesso antagonista o quasi, tanto da dubitare per un attimo che all'autore mancasse la capacità di proporre cose diverse dal solito... Ma fortunatamente con le Pietre magiche Brooks mi ha convinto e continuerò a se seguire un po'' alla volta le vicende della famiglia Shannara anche in altre epoche, sperando di non restare delusa.
Tre stelline per l'ultimo romanzo della prima trilogia di Shannara.

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