Il libro nell'antichità

La sua storia passa necessariamente per quella della scrittura e quella dei supporti su cui si scriveva. Le prime forme di scrittura furono di tipo pittografico, per poi diventare scritture ideografiche dove il segno non rappresentava più solamente un oggetto, ma un concetto.
Nacquero così le scritture sillabiche, nelle quali ogni segno corrispondeva ad una sillaba e infine quelle alfabetiche, in cui ogni segno corrispondeva ad un suono. La prima scrittura ad abbandonare gli ideogrammi fu probabilmente quella fenicia, dalla quale derivarono l’alfabeto greco, così come quella cirillica o quella latina.

Nel mondo antico le materie scrittorie più usate furono il papiro e la pergamena: questi due materiali permettevano, infatti, una maggiore flessibilità rispetto alla pietra, alle tavolette d’argilla o di legno. 
Al papiro, ricavato dallo stelo della pianta omonima, veniva dato la forma del “volumen”, i fogli venivano arrotolatoli attorno un’asticella, mentre veniva utilizzato solitamente solamente un lato, disponendo la scrittura in colonne.

La pergamena, invece, veniva ottenuta mediate la conciatura di pelli di animali messe a macerate nella calce, poi raschiate e fatte seccare. Essendo possibile scrivere su entrambi i lati della pergamena ad essa veniva data la forma del codice, quella del nostro attuale libro. Tale forma facilitava la consultazione del libro, permettendo una maggiore estensione del testo, dispensando dall'avvolgimento e dallo svolgimento del rotolo, prestandosi, in oltre, alla decorazione e all'illustrazione. Il codice gradatamente sostituì il volumen papiraceo, mentre verso la fine del Medioevo la pergamena utilizzata venne sostituita dalla carta.
Quest’ultima si ritiene essere stata inventata dai cinesi nel II secolo a.C. ma solo VIII secolo d.C. fu introdotta in Europa dagli arabi, che ne avevano appreso i procedimenti di fabbricazione dai cinesi e li avevano perfezionati. Così dalla Spagna, dove nel XII secolo sorse la prima cartiera, l’uso della carta si diffuse nel resto del continente europeo.

I testi passarono così dai rotoli, ai codici di pergamena ai manoscritti cartacei che nell’Umanesimo conobbero un’eccezionale fioritura grazie la rinnovato interesse per i testi antichi e alla loro ricopiatura.

In uscita: Inheritance di Christopher Paolini


Arriva finalmente a conclusione il Ciclo dell'Eredità di Christopher Paolini. Uscirà infatti il giorno 8 Novembre 2011 , per la casa editrice Random House il quarto e conclusivo - confido - volume delle vicende di Eragon e Saphira.
Dopo otto anni e più vedremo quindi la fine di questa avventura, iniziata nel 2003 con "Un ragazzo. Un drago. Un mondo di avventure". Tutte le domane rimaste irrisolte nei libri precedenti avranno una risposta e l'ultimo uovo di drago si schiuderà. Chi sarà il nuovo Cavaliere dei Draghi?
I libri che compongono questa serie sono: Eragon, Eldest, Brisingr e Inheritance.



Titolo originale: Eragon
Titolo italiano: Eragon
Editore: Fabbri
Data pubblicazione: 25 Agosto 2003
N° pagine: 593
ISBN: 9788845102974
Copertina: Jude John Palancar. Raffigura un drago blu, ovvero Saphira. 
Trama: Quando Eragon trova una liscia pietra blu nella foresta, è convinto che gli sia toccata una grande fortuna: potrà venderla e nutrire la sua famiglia per tutto l'inverno. Ma la pietra in realtà è un uovo. Quando si schiude rivelando il suo straordinario contenuto, un cucciolo di drago, Eragon scopre che gli è toccata in sorte un'eredità antica come l'Impero. Forte di una spada magica e dei consigli di un vecchio cantastorie, dovrà cavarsela in un universo denso di magia, mistero e insidie, imparare a distinguere l'amico dal nemico, dimostrare di essere il degno erede dei Cavalieri dei Draghi.

La mia opinione: Lo lessi per la prima volta quando uscì. Mi piacque un sacco. Lo trovavo una storia avvincente, piena di magia, avventure, coraggio e, soprattutto draghi. Lo trovavo ben scritto e intrigante, non riuscivo a staccarmene... Tenente conto che però avevo solamente dodici anni e da poco avevo scoperto la mia passione per i libri.
Per l'uscita di Eldest, nel 2005, lo rilessi e iniziai a intravedere le lacune che aveva: l'andamento un po' troppo semplice e la somiglianza con altri fantasy, ma ritenni e continuo a ritenere che fosse un bel libro.

Giudizio

Titolo originaleEldest
Titolo italianoEldest
Editore: Fabbri 
Data pubblicazione: Ottobre 2005
N° pagine: 809
ISBN: 9788845113567
Copertina: Jude John Palancar. Raffigura un drago rosso, ovvero Castigo. 
Trama: Eragon e il suo drago Saphira hanno appena salvato la città dei ribelli dall'assalto dello sterminato esercito di re Galbatorix, il crudele reggente dell'Impero. Ora Eragon deve mettersi in viaggio per raggiungere Ellesméra, la terra degli elfi, dove proseguirà il suo apprendistato nell'arte della magia e della spada, abilità vitali per un Cavaliere dei Draghi. È un viaggio affascinante, ricco di avventura, costellato da incontri con personaggi che incutono rispetto e visite a palazzi solenni. Tranelli e tradimenti lo attendono a ogni angolo: capire di chi fidarsi sarà per Eragon la prova più difficile.
La mia opinione: Quando uscì lo divorai in circa due giornate, leggevo ogni secondo disponibile... e non mi entusiasmo moltissimo. Alcune parti mi piacquero , ma altre proprio no come il soggiorno di Eragon a Ellesméra. Malgrado questo mi capitò di rileggerlo e forse un pochino lo rivalutai, ma proprio poco poco. La storia non era così terribile ma c'era troppo "elemento elfico" per i miei gusti.

Giudizio


Titolo originaleBrisingr

Titolo italiano: Brisingr
Editore: Fabbri 
Data pubblicazione: Ottobre 2008
N° pagine: 838
ISBN: 9788817026130
Copertina: Jude John Palancar. Raffigura un drago oro, ovvero Glaedr. 
Trama: Molte cose sono cambiate nella vita di Eragon da quando l'uovo della dragonessa Saphira è comparso dal nulla sulla Grande Dorsale: suo zio è stato ucciso, Brom il cantastorie si è sacrificato per proteggerlo dai terribili Ra'zac, il fratello che non sapeva di avere si è rivelato uno dei suoi peggior nemici. Molte cose sono cambiate, altre no: Galbatorix soffoca ancora Alagaësi con la sua tirannia, e il giovane Cavaliere e la sua dragonessa rimangono l'ul speranza di detronizzarlo. Ma Eragon è davvero all'altezza di questo compito? battaglia delle Pianure Ardenti, Murtagh e Castigo si sono dimostrati avversar pericolosi; il sangue di cui si è macchiato tormenta le sue notti insonni; l'a che gli era stata donata non è più nelle sue mani. E non c'è tempo di tornare elfi, non c'è tempo di riposare, non c'è tempo di trovare una nuova spada: Kat è nelle mani di Galbatorix, e per salvarla bisogna entrare nell'Helgrind, dove orribili sacrifici umani vengono compiuti tutti i giorni... Christopher Paolini conduce ancora il lettore nella terra dove i draghi esistono, dove la magia è l'unica speranza di umani, elfi e nani contro tiranni e creature demoniache, in questo che è il terzo volume delle avventure del Cavaliere dei draghi.

La mia opinione: Questo è stato un libro inatteso. Fin dal primo libro infatti era stato dichiarato che sarebbe stata una trilogia, il cui titolo di ogni libro sarebbe iniziato con una E. Brisingr però non inizia con E e tanto meno è l'ultimo libro. Sono dell'idea che questo libro è stato scritto per puro caso, per allungare la storia e, sostanzialmente vendere qualcosa di più... o del quarto libro si sarebbe saputo qualcosa prima.
Condizionata forse dal malcontento di non sapere ancora come finisse e da un atroce capitolo tre, questo libro non mi è proprio piaciuto. Sicuramente quando il quarto libro uscirà rileggerò l'intero Ciclo ma fino ad allora rimango della mia opinione: si poteva vivere senza.

Giudizio

L'etimologia del libro

L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun'altra, ma che nessun'altra potrebbe sostituire.Come un romanzo, Daniel Pennac
“Libro” è oggi una parola comune, con cui la maggior parte delle volte indichiamo un oggetto stampato e rilegato: tuttavia è anche possibile parlare di «libri manoscritti» o di «manoscritto», ossia, documenti scritti mano, o di libri a rotoli.
Tale termine deriva dal latino liber (fr. libre, it. libro, sp. libro, port. livro), che indicava la pellicola di un albero compresa fra la corteccia esterna e il legno propriamente detto. 
La stessa osservazione è valida per le lingue germaniche, dove la parola deriva dell’alto tedesco bokis (ingl. book, ted. Buch), termine che designa il faggio. E in greco la parola è resa con biblion derivato da biblios, il nome del papiro egiziano.




Benvenuti!

Ho deciso di iniziare con una "breve" storia dei libri, cosa sono, come si sono sono evoluti nei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri e cosa hanno rappresentato per l'uomo.
Questo è un argomento che mi ha sempre affascinato, spero conquisti anche voi!
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