Earth Begotten di Jacqueline Carey

Oggi esce nelle librerie la seconda parte di Naamah's Kiss La fiamma e la guerriera - che questa sera sarà tra le mie mani - ma non sono qui per parlarvi di questo. Più di qualcuno, dopo la pubblicazione del piccolo riassunto dei libri che compongono tutto l'universo della Kushiel's Legacy mi ha chiesto cos'era Earth Begotten.
In breve è un piccolo racconto-prequel sulla nascita della Terre D'Ange e del viaggio del Beato Elua. Non esiste una copia commerciale di questo racconto, uscito in edizione limitata con solo 50 copie ma si può trovare sul sito della stessa Jacqueline Carey.

Tuttavia, gironzolando tra i meandri di internet mi sono imbattuta in un file che conteneva la traduzione italiana anonima del racconto e di "You and You Alone" e per fare felici i fan di questa bellissima serie ve la propongo! Buona lettura!
E sebbene le sue peregrinazioni lo portassero tra pietre brulle e rupi scoscese, attraverso dense foreste e ghiacci e nevi, il Beato Elua giunse infine ad una terra baciata dal sole, dove crescevano olive mature, e meloni ed uva, e gli uomini non fuggivano in preda allo spavento, ma aprivano le braccia in segno di benvenuto. Ed Elua ed i suoi Compagni si unirono a loro, ed essa fu perciò chiamata Terre d’Ange.”
estratto dal Ciclo di Elua

Più di mille anni fa, quando il vero figlio dell’Unico Dio, Yeshua ben Yosef, era appeso morente alla croce di legno, il suo fianco fu trafitto da una lancia Tiberiana ed il suo sangue cadde al suolo, mischiandosi con le lacrime della sua amata, la Maddalena. E poiché la loro unione non era mai stata resa ufficiale, la stessa Terra ebbe pietà di loro e nel suolo bagnato accolse il seme divino della vita, e da questo nacque il Beato Elua, e fu nutrito nel ventre della Terra.
Rifiutato ed ingiuriato sia dagli Yeshuiti che dai Tiberiani, ad Elua non rimase che mettersi in viaggio, ed i fiori spuntavano dove si poggiava il suo piede. E dovunque andasse, le persone lo temevano, poiché per loro era uno straniero, e l’Unico Dio lo disprezzava, struggendosi unicamente per il suo vero figlio. Ma quando il Re di Persis mise il Beato Elua in catene, vi furono tra gli angeli del Paradiso quelli che ebbero pietà di lui.
Naamah fu la prima di essi, e fu lei che si concesse al Re per barattare la libertà di Elua con una notte di piacere, e c’era anche l’intelligente Shemhazai, la gentile Eisheth ed il gentile Anael, l’orgoglioso Azza ed il marziale Camael, e Kushiel con la sua pietà crudele. E non ultimo tra di essi era Cassiel, il quale venne in osservanza della compassione che l’Unico Dio aveva dimenticato. Quando la porta della cella del Beato Elua fu aperta, si sparse una fragranza floreale ed Elua ne emerse cantando, incoronato di vite, ed i loro cuori furono spinti ad amarlo.
Ora, il Re di Persis ebbe paura e tradì il Beato Elua ed i suoi Compagni, dando loro vino forte da bere. Mentre dormivano, li fece caricare su una barca priva di marinai; ma il Beato Elua si svegliò e cantò, e le creature dell’abisso vennero in risposta, guidando la nave attraverso il mare fino alle terre del Bhodistan.
In Bhodistan vi è un popolo antico, ed avevano paura di allontanarsi dalla loro moltitudine di dèi. Tuttavia videro la luce nel Beato Elua e non avrebbero permesso che gli fosse torto un capello, così egli vagò cantando, e le persone facevano il segno della pace ed andavano via. E Naamah e gli altri Compagni seguivano Elua, non sapendo se l’occhio dell’Unico Dio fosse sopra di loro, né se ne preoccupavano.
Ed Elua vagava sul petto della Terra sua madre, ed i suoi compagni rimasero al suo fianco attaverso terre brulle e sassose. Qui le creature della terra si prendevano cura di lui, o sarebbe sicuramente perito, poiché vi aveva soggiornato per molti anni. Nelle pianure di Akkad, i leoni dal passo felpato lo guidavano al miele. Sul Passo di Tiroc, una grande aquila volava ogni mattina, curvandosi sul ghiacciaio e lasciando cadere una bacca fresca nella bocca del Beato Elua. Vagò a nord, e poi ad ovest, e nelle oscure foreste dei territori skaldici i corvi ed i lupi erano suoi amici, ma gli uomini delle tribù non gli prestavano ascolto, brandendo le loro terribili asce ed invocando i loro dèi con parole di sangue e ferro. Così il Beato Elua vagava, e i fiocchi di neve volavano sopra le loro teste dove egli si recava.
Ad ovest e ancora ad ovest, con i suoi Compagni al suo fianco, il Beato Elua viaggiava ed infine giunse in estate in una terra senza nome dove crescevano olivi, meloni ed uva, e la lavanda fioriva in nuvole fragranti. E qui le persone lo accoglievano quando attraversava i campi, aprendo le braccia, ed il Beato Elua li considerava come parenti e li amava. Di questo posto egli fece la sua casa, e prese nome da lui in quel momento, Terre d’Ange.
I Compagni di Elua si divisero la terra in sette parti per governarla, a parte Cassiel, che rimase al fianco di Elua e lo amò come un fratello. E queste parti furono chiamate Namarre, Siovale, Eisande, L’Agnace, Azzalle, Camlach e Kusheth, e lì dimorarono, ma il Beato Elua non pretese alcun territorio per sé stesso, vagando liberamente dappertutto; tuttavia lungo la riva di un fiume potente, dove si era fermato più a lungo, fu fondata la città di Elua con le sue bianche mura.
Per molti anni essi dimorarono in questi luoghi ed obbedirono al precetto del Beato Elua, che era “Ama a tuo piacimento.” Ed Elua ed i suoi Compagni giacevano con le donne e gli uomini, e molti bambini furono concepiti, con l’esclusione di Cassiel che ancora si atteneva ai comandamenti dell’Unico Dio. Ma gli altri Compagni non lo facevano, e quei segreti che avevano portato con sé dal Paradiso vennero condivisi con i bambini, ed essi divennero esperti in molte arti.
Ora, quando l’Unico Dio rinunciò al suo dolore e ritornò a loro col pensiero, ne fu irritato, poiché vide che la loro prole si sarebbe sparsa nel mondo, e spedì il suo messaggero a chiamare il Beato Elua davanti al Suo trono. Ma il Beato Elua sorrise al messaggero dell’Unico Dio e gli diede il bacio di saluto, annodando ghirlande di fiori attorno al suo collo, ed egli tornò dall’Unico Dio pieno di vergogna e a mani vuote.
L’unico Dio allora capì di non avere potere sul Beato Elua, che era stato concepito nel ventre della Terra e non rispondeva al Cielo; tuttavia proprio per questo era un mortale, e soggetto alla mortalità. Perciò l’Unico Dio rifletté a lungo, e spedì il suo araldo con un’offerta di perdono, se il Beato Elua avesse riunito i suoi compagni ed avesse lasciato la terra dei mortali, prendendo in pace il suo posto alla destra del Paradiso.
Il Beato Elua sorrise all’araldo, e si girò verso il suo benedetto compagno, Cassiel, chiedendo in prestito il suo pugnale. Prendendolo, si ferì il palmo della mano. Il sangue brillante si raccolse nel suo palmo e cadde a terra in gocce, e ne nacquero anemoni. «Il Cielo di mio nonno è privo di sangue,» disse Elua all’araldo, «Mentre io non lo sono. Che egli ci offra un posto migliore, dove possiamo cantare ed amare e crescere come preferiamo, un luogo dove i nostri figli ed i figli dei nostri figli possano raggiungerci, ed io andrò.» L’araldo attese una risposta dall’Unico Dio. «Non esiste un posto simile,» replicò poi.
E vi fu silenzio in Paradiso ed in Terre d’Ange, mentre il sangue del Beato Elua cadeva al suolo e gli anemoni scarlatti fiorivano, e i suoi figli e i figli dei suoi figli videro e si meravigliarono. E per la prima volta in molte migliaia di anni la Terra parlò a quello che una volta era Suo marito, e disse, «Potrebbe essere fatto. Creiamola insieme, Tu ed Io.» Ciò fu fatto, ed una cosa simile non si è più ripetuta.
Questa fu la creazione della vera Terre d’Ange che giace oltre la percezione dei mortali, ed il Beato Elua e i suoi Compagni vi si recarono volontariamente, non passando attraverso la porta oscura della morte, ma direttamente attraverso quella luminosa. E solo tra tutti, unicamente Cassiel si guardò indietro addolorato.
Generazione dopo generazione, il sangue di Elua e dei suoi Compagni scorre ancora nelle vene dei loro discendenti, ciascuno dei quali un giorno li seguirà nella terra che giace oltre. E nonostante siano passati secoli, essi non dimenticano, ma continuano a chiamare la loro terra con il nome che le fu dato, e tengono sempre in sacra considerazione il precetto del Beato Elua, che recita, “Ama a tuo piacimento.”
Tale è Terre d’Ange.

Se l'autore della traduzione dovesse riconosce il suo lavoro, mi contatti in modo da poter inserire i crediti! O se notate errore di traduzione sappiatemi dire che correggo.

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